Photo by FRANCOIS GUILLOT / AFP; Photo credit should read FRANCOIS GUILLOT/AFP/Getty Images
in foto: Photo by FRANCOIS GUILLOT / AFP; Photo credit should read FRANCOIS GUILLOT/AFP/Getty Images

In genere, di un artista si desidera possederne i dipinti o le sculture, qualsiasi tipo di creazione che abbia creato con le sue stesse mani, ispirato dal paesaggio o dagli eventi della storia. Nel caso di personalità inquiete e sfuggenti come Vincent Van Gogh, per gli appassionati non basta. L'unico modo per entrare davvero in contatto con l'autore è quello di toccare con mano gli oggetti con cui è stato in confidenza in vita, anche con i più terribili. Nel caso del pittore olandese Van Gogh, per esempio, la pistola con cui si sparò il 27 luglio 1890, morendo due giorni dopo. Domani, 19 giugno, andrà all'asta all'Hôtel Drouot di Parigi dopo essere stata esposta al Van Gogh Museum di Amsterdam dal 2016. Si tratta di un revolver Lefaucheux che fu ritrovato nel 1965 da un contadino, attribuito in un secondo momento al pittore per via del luogo di attribuzione e del calibro. Gli organizzatori dell'evento hanno specificato che la cifra di partenza sarà di 20mila euro.

Van Gogh: va all'asta la pistola con cui si suicidò

Le circostanze con cui Van Gogh si tolse la vita sono tuttora misteriose. La dinamica è stata ricostruita a partire dalle lettere scritte dal fratello Théo che era con lui negli ultimi attimi di vita, ma i dubbi non si sono mai dissipati del tutto. Dal racconto emerge che la notte del 27 luglio 1890 il pittore ritornò a casa tutto sanguinante dai campi dove era andato a dipingere. Vincent disse di essersi sparato un colpo di rivoltella allo stomaco: "Volevo uccidermi, ma ho fatto cilecca". La sua fine fu molto dolorosa e si protrasse per due giorni tra atroci sofferenze. Proprio quella famosa pistola venne ritrovata settantacinque anni dopo da un contadino e, domani, chissà dove ancora andrà a finire.