Un frammento dell’Odissea di 1700 anni fa è stato trovato all’interno di un libro
A Utrecht è riemersa una pergamena di 1.700 anni fa (III o IV secolo d.C.) con versi dell'Odissea che raccontano il momento in cui Elio scopre la profanazione delle sue vacche. Un classico della letteratura mondiale che da 2700 anni circa, prima in maniera orale, poi scritta, accompagna l'umanità, racontando una storia di crescita e identità. La scoperta è avvenuta grazie al dottor Mark de Kreij dell'Università di Radboud che con questo ritrovamento ha dimostrato l'interesse per il libro di Omero anche nella tarda antichità (circa 300-600 d.C.). Quando a metà del XX secolo l'Università di Utrecht aveva acquistato una collezione di manoscritti paleocristiani dagli eredi dello studioso tedesco Carl Schmidt, non immaginava che tra quei documenti, in quei libri, potesse nascondersi un frammento così importante: la maggior parte di questi testi era scritto in copto, su pergamena, ma erano presenti anche alcuni papiri egizi e greci.
Un racconto così forte che ha attraversato i millenni, approdando fino a noi. Per questo è importante questa scoperta che riporta alla luce questa pergamena con i versi del libro 12 dell'opera di Omero. La scoperta arriva proprio nelle settimane in cui Christopher Nolan ha fatto uscire nelle sale il film tratto dal libro di Omero. Un fenomeno di portata mondiale che ha portato al cinema milioni di persone che hanno scoperto o riscoperto le avventure di Ulisse, Penelope e Menelao, tra maghe Circe, Polifemo.
Inizialmente questo frammento fu considerato insignificante, uno testo tra tanti, finché de Kreij non ha riconosciuto in quella pergamena dal testo scritto con lettere piccole e ordinare, le parole del poema omerico. Il Libro XII è quello in cui si raccontano alcune delle peripezie più celebri del viaggio di ritorno a Itaca: dopo aver ascoltato da Circe i pericoli che lo attendono, Ulisse affronterà una serie di prove, incontrando il Ciclope, appunto, ma anche le Sirene, attraverserà Scilla e Cariddi e subirà la perdita della nave distrutta da una tempesta mandata da Zeus – dopo che i compagni di Ulisse hanno mangiato le vacche sacre del dio Elios – da cui l'eroe si salverà solo aggrappandosi ai resti, mentre l'intero equipaggio morirà.
Nello specifico, però, i versi che si leggono dal frammento hanno a che fare proprio con il momento in cui Elio scopre quello che hanno fatto i compagni di Ulisse. Il momento in cui finisce il viaggio in mare e comincia la sua vendetta contro i proci, che gli avevano invaso casa cercando di sposare Penelope e succedergli nel palazzo di Itaca. Una svolta che si trova a metà dei 24 libri di cui è composta l'opera omerica. Questa pagina, scritta su entrambi i lati, era parte di un'edizione tascabile (sic) dell'Odissea completa che apparteneva a un uomo che viveva nell'oasi del Fayum, in Egitto.