7 Gennaio 2021
13:18

The Handmaid’s Tale: il romanzo di Margaret Atwood che racconta l’assalto al Congresso USA

Più di un’analogia lega il romanzo (diventato poi una celebre serie tv) del 1985 di Margaret Atwood, “The Handmaid’s Tale” alle manifestazioni di protesta di gruppi cospirazionisti, suprematisti e teocratici in favore di Trump a Washington. “Il racconto dell’ancella” della scrittrice canadese è uno dei capolavori della letteratura distopica: rileggerlo dopo i fatti di ieri lascia una sensazione di inquietudine.
A cura di Redazione Cultura

Non è poi così ricca di manifestazioni sfociate in tentativi insurrezionali e di golpe negli Stati Uniti la pur generosa letteratura distopica americana. Tuttavia le immagini di ieri sera, trasmesse in tutto il mondo in diretta da Washington, con l'assalto al Congresso USA da parte dei sostenitori di Donald Trump, tra le cui file militano gruppi di diversa ispirazione, dai cospirazionisti di QAnon fino ad arrivare ai "classici" gruppi di suprematisti bianchi, hanno fatto tornare alla mente le immagini, o meglio sarebbe dire le parole, di "The Handmaid's tale" (in italiano "Il racconto dell'ancella") della scrittrice Margaret Atwood scritto nel 1985, da cui è stata tratta una serie tv di enorme successo.

Alcune pagine del romanzo di Atwood e poi della messa in scena televisiva, in particolare in riferimento alla ricostruzione del contesto che porta allo scenario distopico della Repubblica di Gilead (Galaad), delle manifestazioni via via sempre più eversive da parte di contestatori appartenenti a gruppi religiosi somigliano in modo abbastanza vicino a quanto è accaduto ieri nel centro di Washington DC, a Capitol Hill, cuore del potere governativo americano.

Di cosa parla The Handmaid's Tale, Il racconto dell'ancella

Alla fine del ventesimo secolo le superpotenze mondiali sono stremate dalla guerra mentre la Terra è devastata dall'inquinamento radioattivo e chimico; il malcontento serpeggia tra la popolazione che ha raggiunto la crescita zero e, per sedare le rivolte intestine, viene siglata una tregua e il cosiddetto "accordo sulle sfere di influenza" che lascia liberi i vari governi di scegliere i mezzi ritenuti necessari per sedare le rivolte senza che le altre nazioni si intromettano. Come risultato, nel Nord America a seguito di un golpe, una teocrazia totalitaria rovescia, tramite un crescendo di proteste e manifestazioni violente, il governo degli Stati Uniti democraticamente eletto, e si insedia un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica vetero-testamentaria, la "Repubblica di Gilead" che, sin da subito, rende le donne asservite all'uomo per scopi riproduttivi, dichiara illegali le altre confessioni religiose, i matrimoni al di fuori della Chiesa di Stato e la lettura, tranne che da parte di uomini e membri della gerarchia galaadiana.

Le parole della scrittrice Margaret Atwood sul "golpe" negli USA

Il racconto dell'ancella (The Handmaid's Tale) è un romanzo distopico di Margaret Atwood del 1985. All'epoca, mentre cercava di portare a compimento la sua opera, Margaret Atwood stava ragionando sul più distopico dei temi del suo romanzo, cioè la possibilità che gli Stati Uniti, la più grande democrazia del pianeta, potessero rivelarsi il teatro di un colpo di Stato con il rovesciamento delle istituzioni democratiche.

Tornando al 1984, la premessa generale sembrava piuttosto scandalosa, persino a me stessa. Sarei stata in grado di convincere i lettori che gli Stati Uniti avevano subito nel passato un colpo di stato che aveva letteralmente trasformato una democrazia liberale in una dittatura teocratica? Nel libro la Costituzione e il Congresso non esistono più: la Repubblica di Galaad affonda le sue radici nel Puritanesimo del XVII secolo, che da sempre hanno pervaso il sottosuolo dell’America moderna che pensavamo di conoscere.

Parole che oggi, dopo quanto è accaduto ieri sera, e soprattutto in previsione del 20 gennaio, quando Joe Biden dovrà definitivamente insediarsi, mettono in allarme gli Stati Uniti, ma anche tutto il resto del mondo cosiddetto "libero".

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