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Testo e significato di “Di abbattere le mura” di Nayt: da Murgia a Cucchi, l’esempio delle donne per costruire se stessi

Nayt conquista nuovo pubblico dopo Sanremo con “Prima che”. Nel brano “Di abbattere le mura (18 Donne)” rendeva omaggio a 18 figure femminili simbolo di emancipazione e giustizia.
A cura di Francesco Raiola
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Nayt a Sanremo 2026 – Marco Alpozzi / LaPresse
Nayt a Sanremo 2026 – Marco Alpozzi / LaPresse

Oggi Nayt lo conoscono tante persone in più rispetto a dieci giorni fa, quando non aveva ancora calcato il palco del Festival di Sanremo. Con "Prima che", il rapper romano, una delle voci più importanti del rap italiano contemporaneo, è riuscito a farsi conoscere oltre i confini del genere e a riscuotere enorme consenso attorno alla sua canzone e al suo progetto. A Sanremo ha tenuto un profilo molto dritto, ha fatto tutte le interviste possibili, ma poco o niente format social: per Nayt il Festival era un modo per portare la sua musica sul palco più in vista per la musica italiana, cercando di non snaturarsi. E non lo ha fatto per aumentare la promozione né con il pezzo in gara che potrebbe stare in uno dei suoi album. Nessuna forzatura. Nel suo ultimo album "Lettera Q" c'è una canzone, "Di abbattere le mura (18 Donne)", che mostra quanto il suo lato conscious sia sempre più sviluppato: lasciate stare l'egotrip o i pregiudizi su trap e rap, perché questa canzone cade perfettamente l'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Tre minuti e trentacinque secondi in cui il rapper romano racconta tutte le donne che sono state fondamentali per il nostro Paese e per la sua formazione, con un sample, nel finale, del discorso della scrittrice Chiara Valerio al funerale di Michela Murgia.

Il testo di "Di abbattere le mura (18 Donne)"

Mhm-mhm, io
Io non sono Maria Lai e i suoi fili che collegano
Ho pensieri e sentimenti che non legano
Non ho perso un fratello come accadde a Ilaria Cucchi
Che mostrò a tutti un omicidio che altri non vedevano
Non ho visto l'inferno di Liliana Segre
La colpa di esser nata, l'amore che ha esternato
Non sono Michela Murgia e la sua lotta al patriarcato
Il suo sorriso, gli strumenti che ha lasciato
Non ho di Chiara Valerio l'impeto della cultura
Di Margherita Hack la ragione della scienza
Non sono Rosaria Costa e non ho
La tenerezza struggente che usò
Con cui rispose alla violenza
Io non sono Alda Merini, la poesia e l'elettroshock
Vestito incandescente che indossò andando via
Non sono Paola Zukar per l'hip hop
O Maura Gancitano che avvicina il mondo alla filosofia
Non sono la signora Anna che mi ha detto che l'amore è una carezza
In un giorno qualunque in cui cercavo il sole
Né Letizia Battaglia e la sua guerra alla mafia
Di Nancy Porsia so che non ho il suo coraggio
Come Gessica Notaro che ha continuato ad amare
O Giulia Cecchettin che invece ci ha provato
Io non sono mia madre e tutti i suoi sacrifici
Né mia nonna e i problemi con tre figli
Ma io che cosa sono? Davvero, chi sono?
La mia identità è un interrogativo a cui non rispondo
E per arrivare in fondo, per trovare me
A volte penso di dover sottrarre quello che c'è intorno
La luce dall'ombra, una donna da un uomo
Pianeta che non conosco, fuggire l'ignoto
E così, scordare ancora chi sono
Di certo io non sono te, che hai ancora tutto il tempo
Di abbattere le mura, di insegnare ad amare di nuovo
Oh-oh-oh
Ma tu non credere
Oh-oh-oh
A chi dipinge l'umano
Oh-oh-oh
Come una bestia zoppa
Oh-oh-oh
Grazie, amore mio, eh, come stai?
Oh-oh-oh
Michela Murgia dirà che questo posto è troppo piccolo, parlando di sé stessa al noi e del noi, noi tutti, come sé stessa.
Io sto abbastanza bene.
Secondo lei che cos'è l'amore?
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e di sangue.
È un sentimento, cos'è? È volersi bene, è volersi bene, non, non l'accoppiarsi, ma la pacca sulla spalla. Quanto mi manca mio marito.
Come la società, come se la società sia un problema suo. Spoiler: avrà ragione Michela Murgia anche domani, la società è un problema di ciascuno di noi e in questo consiste il gesto politico di Michela Murgia.
Il tuo destino è l'amore, nient'altro, nient'altro, nient'altro.

Il significato di "Di abbattere le mura (18 Donne)"

Nayt a Sanremo 2026 con i fiori – Marco Alpozzi : LaPresse
Nayt a Sanremo 2026 con i fiori – Marco Alpozzi : LaPresse

La canzone è un inno alle donne che hanno lottato per l'emancipazione, la giustizia sociale e la propria identità nel mondo. Le donne citate nell'articolo sono 17, a cui si aggiunge la poetessa Mariangela Gualtieri a cui si devono alcuni versi tratti dalla poesia "Bambina mia", nell'outro della canzone. Nell'outro ci sono anche alcuni stralci del discorso di Chiara Valerio al funerale di Michela Murgia. Tra le donne citate ci sono Ilaria Cucchi, Liliana Segre, Michela Murgia e la sua lotta al patriarcato, la ragione della scienza di Margherita Hack, la poesia di Alda Merini, Paola Zukar figura di spicco del rap italiano, la filosofa Maura Gancitano, la fotografa antimafia Letizia Battaglia, Giulia Cecchettin vittima di femminicidio, sua madre e sua nonna. Ma tutte queste donne, con i propri esempi, sono un'ispirazione per chiedersi: "Ma io che cosa sono? Davvero, chi sono? La mia identità è un interrogativo a cui non rispondo". Una canzone che riafferma la possibilità del rap di farsi voce di temi più alti e dell'importanza di abbattere le mura, soprattutto quelle costruite dal pregiudizio.

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