Tempi bui per i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane che, in queste ore di tremenda incertezza, si sono già mobilitati per difendere i loro diritti. In una lettera, i lavoratori del Teatro San Carlo di Napoli e dell'Opera di Roma hanno annunciato una "denuncia alla Commissione Europea" contro le misure contenute nel decreto – per ora soltanto una bozza sottoposta ai sindacati – che dovrebbe cambiare le cose in materia di precarizzazione massiva del comparto spettacoli. I precari, sostenuti dall'avvocato Francesco Andretta, contestano la Slc Cgil (l'organizzazione sindacale dei lavoratori della comunicazione) e chiedono alla Commissione di "attivare l'apertura della procedura di infrazione contro il Governo italiano". Secondo loro, nel caso in cui il Governo dovesse reiterare con modifiche il decreto legge che penalizzerebbe i precari alzando da 24 a 48 mesi la durata massima dei contratti a termine, ci sarebbe una chiara violazione delle norme Ue, nello specifico per abuso nel ricorso ai rapporti a termine e mancate giustificazioni.

I precari del Teatro San Carlo di Napoli

Al Teatro San Carlo di Napoli la situazione è già instabile da tempo. A causa di uno sciopero, il 15 giugno è stata anche annullata la prima de "Il lago dei cigni". Per l'avvocato partenopeo Francesco Andretta, nella bozza di decreto per le Fondazioni Lirico Sinfoniche ci sono "palesi discriminazioni" come la cancellazione del diritto di precedenza nelle assunzioni a termine o la conversione in tempo indeterminato, una misura di tutela, finora applicata in caso di abuso del lavoro a termine. "Il risarcimento economico da solo rappresenta un regresso notevole delle tutele", ha chiarito Andretta al Corriere. Una visione in netto contrasto con quanto sostiene la Slc Cgil, che ritiene di non violare nessuna normativa europea.

All'Opera di Roma lavoratori in subbuglio

Anche i lavoratori del Teatro dell'Opera di Roma si sono uniti ai colleghi napoletani nel coro di proteste scatenatosi contro le nuove misure del decreto relative ai lavoratori precari. Preoccupati da una serie di misure che potrebbero "moltiplicare il precariato", hanno deciso di mobilitarsi sostenendo che queste norme vadano in "contrasto con quanto stabilito dalla Risoluzione del Parlamento Ue del 31 maggio 2018". L'avvocato partenopeo Francesco Andretta è stato chiaro:

Praticamente si destinano i lavoratori precari del settore spettacoli a un precariato a vita, se possibile, con ancora minori tutele e diritti.