Perché l’effetto nostalgia di Max Pezzali invaderà Sanremo: la risposta alle critiche sulla mancanza di Big

Ieri, mercoledì 7 gennaio 2026, durante il TG1 delle 20, il direttore artistico di Sanremo Carlo Conti ha annunciato a sorpresa il primo ospite ufficiale: si tratta di Max Pezzali. Il conduttore ha svelato che nella "nave che attracca al porto di Sanremo ci sarà un unico grande nome", dopo l'alternarsi negli scorsi anni di Orietta Berti, Fabio Rovazzi, ma anche Salmo, Fedez, Takagi & Ketra e Gué, senza dimenticare Tedua, Bob Sinclar, Bresh, il ritorno di Gigi D'Agostino e i Planet Funk. Tra i nomi che compaiono nella lista, come Fedez, ma anche Bresh, l'esibizione sulla nave ha rappresentato un passepartout per una partecipazione nell'edizione successiva, un'occasione per mostrarsi al grande pubblico, prima da ospite, poi da concorrente.
L'annuncio di Carlo Conti e il successo post-Covid di Max Pezzali
Discorso diverso, invece, per ciò che accadrà con Pezzali, a cui vengono date le "chiavi" dell'intrattenimento extra-Ariston, dopo una lunga storia con il Festival, che ha vissuto anche momenti contrastanti. Una scelta, quella di Carlo Conti, che sorprende per le tempistiche, a quasi due mesi dall'arrivo del Festival tra il 24 e il 28 febbraio, ma che mostra il tragitto, il percorso di avvicinamento alla kermesse. Ma perché la scelta di Max Pezzali, sulla nave da crociera, potrebbe rivelarsi quella giusta? Il cantante sta vivendo uno dei momenti migliori della sua carriera, soprattutto post-Covid. Una seconda/terza carriera in cui è riuscito a raggiungere nell'ultimo triennio prima il doppio sold-out dello stadio San Siro per celebrare i 30 anni di carriera nel 2022, successivamente trasformatosi nello spettacolo al Circo Massimo nel 2023 che ha radunato oltre 56mila persone.
Max Pezzali, la serie "Hanno ucciso l'Uomo Ragno" e l'abbraccio con Mauro Repetto
Negli ultimi due anni il suo viaggio è proseguito con tour nei palazzetti italiani ed europei, con leg negli stadi, ma anche con il Max Forever Grand Prix all'Autodromo di Imola, capace di radunare oltre 80mila persone. Numeri difficili da raggiungere anche per artisti storici del panorama italiano e che accompagnano anche una narrazione, genuina e convincente, dei primi passi del personaggio nel mondo della musica grazie a "Hanno ucciso l'Uomo Ragno", la serie tv prodotta da Sky e diretta da Sidney Sibilia. Proprio il racconto dei primi passi degli 883, la formazione che condivideva con Mauro Repetto, ha aperto una breccia nostalgica nella dimensione live del cantante pavese. Lo scorso 10 gennaio 2025, nell'ultima data del Forum di Assago di Pezzali del tour 2025, i due si sono esibiti assieme sulle note di "Nord Sud Ovest Est".
Il rapporto di Max Pezzali con il Festival di Sanremo
Proprio la natura non polarizzante del personaggio Pezzali e il rinnovato successo musicale live sembrano le strade percorse da Conti, che diluiscono anche alcuni momenti contrastanti del passato, nel rapporto con il Festival. Basti pensare all'8° posto all'esordio con gli 883 al Festival di Sanremo del 1995 con "Senza averti qui". Nella stessa manifestazione, aveva lavorato anche da autore a "Finalmente tu" di Fiorello, che sorprendentemente arriverà al 5° posto finale. Ritornerà, questa volta da solista nel 2011 con "Il mio secondo tempo": il brano non riuscì a raggiungere nemmeno la finale della competizione, venendo eliminato durante la quarta serata.
Perché la scelta di Max Pezzali risponde alle critiche sulla mancanza di grandi nomi tra i concorrenti
La sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo, questa volta da ospite, si lega al trio che compose con Nek e Francesco Renga. Nell'edizione del 2018, che vedeva come direttore artistico Claudio Baglioni, i quattro duettarono sulle note di "Strada facendo". Otto anni dopo, ritornerà da protagonista del nuovo Festival di Sanremo di Carlo Conti, che segna un grande punto, dopo le critiche sulla mancanza di grandi nomi tra i concorrenti Big dell'edizione 2026.