Valle di Ledro
in foto: Valle di Ledro

Torna con una veste tutta nuova il  Museo delle Palafitte del lago di Ledro, che riapre al pubblico domani 6 luglio. Presente sin dagli anni Settanta, il MUSE – Museo delle Scienze – torna ampliato negli spazi, dopo gli investimenti effettuati e il quasi totale rifacimento a cura della provincia autonoma di Trento. Entrare in questo museo a cielo aperto, nato dopo l'emersione delle palafitta di Ledro nel 1929, quando il livello del lago fu abbassato per i lavori della centrale idroelettrica in costruzione a Riva del Garda, è un'esperienza incredibile, perché significa tornare indietro fino alla preistoria.

Un viaggio nell'Età del Bronzo al Museo delle Palafitte

E compiere così un salto indietro nella vita quotidiana dell’Età del Bronzo, tra ricostruzioni e resti originali di un villaggio palafitticolo di oltre quattromila anni fa scoperto su una delle sponde del lago. Sulla sponda meridionale del Ledro, infatti, 90 anni fa venne fuori una distesa di oltre diecimila pali, segno di una delle più grandi stazioni preistoriche scoperte nel nostro Paese e in Europa. Non a caso, nel 2011, il sito è stato proclamato Patrimonio dell'Unesco.

Questo patrimonio storico e culturale immenso ritorna, con l'esposizione di parte dei prodotti artigianali del villaggio. Quattro capanne interamente ricostruite, con gli arredi e le suppellettili, permettono al visitatore di vivere e immergersi nella vita di ogni giorno nella Preistoria. Nel Nuovo Museo delle Palafitte, i temi affrontati sono quattro, dalle palafitte come fenomeno alpino ed europeo, alla dimensione del villaggio e del territorio circostante, fino agli individui, alle loro attività e alle loro somiglianza con gli uomini di oggi. All’interno della struttura museale, i reperti sono raccolti secondo criteri museografici accanto a scopi più scenografici e didattici, essendo questa struttura fortemente orientata, oltre che al turismo, anche all'istruzione e al pubblico delle scuole.