Lo scrittore Paolo Maurensig è scomparso questa mattina all'età di 78 anni. Nato a Gorizia nel 1943 esordì nel 1993 con il romanzo La variante di Lüneburg, pubblicato in Italia da Adelphi, che in catalogo aveva anche "Teoria delle ombre", mentre con Einaudi, lo scrittore aveva pubblicato libri come "Il diavolo nel cassetto" (2018), "Il gioco degli dèi" (2019) e "Pimpernel. Una storia d'amore" (2020), ma tra i suoi romanzi si ricordano anche "Canone inverso" (1996), "Venere lesa" (1998), "Il guardiano dei sogni" (2003) e "L'arcangelo degli scacchi" (2013) alcuni dei quali hanno in comune quello che era una delle grandi passioni dello scrittore goriziano, ovvero gli scacchi.

Un nuovo romanzo appena consegnato

Proprio Einaudi ha twittato dal suo account Twitter la notizia, scrivendo: "Che brutta notizia: è morto Paolo Maurensig, uno scrittore come pochi. Siamo orgogliosi di avere pubblicato i suoi ultimi tre romanzi." mentre la responsabile della narrativa italiana della casa editrice torinese Paola Gallo, nel ricordarlo, ha anche scritto che lo scrittore era riuscito anche a consegnare un romanzo nei mesi scorsi. Un libro che gli era "scappato" come scrive su Twitter: "A #PaoloMaurensig, negli ultimi mesi, ‘era scappato un romanzo'. Ha fatto appena in tempo a recapitarcelo. Chissà come lo leggeremo ora. Che dispiacere grande @Einaudieditore@larastelli".

La passione per gli scacchi

A proposito della sua passione per gli scacchi, che, appunto, entravano e uscivano dalle sue storie, lo scrittore disse in un'intervista a Ilfriuli.it parlando del libro "Il gioco degli dei": "In fondo gli scacchi hanno valore universale perché sono una chiara metafora della vita: rappresentano la lotta tra bene e male. Non a caso il titolo del libro è ‘Il gioco degli dei’: sono loro quelli seduti alla scacchiera, mentre gli esseri umani sono le pedine. Ma io credo che gli scacchi rappresentino anche la lotta di ognuno di noi contro se stesso, contro i limiti da superare per trovare nuove soluzioni vincenti quando ci si parano di fronte ostacoli che crediamo insuperabili. E poi regalano una certezza: la supremazia dell’intelligenza"