Lettera a Meloni, Mattarella e Tajani: “Bisogna difendere Francesca Albanese dalle sanzioni Usa”

In questi ultimi mesi la figura di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati dal 2022, è diventata simbolica per tutti coloro che sono interessati alla questione israelo-palestinese. La diplomatica, infatti, è una delle più strenue difenditrici della causa del popolo palestinese, con report ufficiali, come l'ultimo rilasciato qualche giorno fa, ma anche con interventi pubblici e social: proprio a causa della sua enorme esposizione, però, la sua figura è soggetta a tantissimi attacchi, non ultimo – ma sicuramente il più vistoso – quello degli Stati Uniti, la cui amministrazione, con a capo il Presidente Donald Trump, ha imposto delle sanzioni nei suoi confronti. Da qui nasce una lettera aperta a Mattarella, Meloni e Tajani per difenderla dagli attacchi.
La lettera aperta del mondo culturale italiano per Francesca Albanese
Proprio questo attacco diretta ad Albanese, cittadina italiana, ha spinto tantissime persone a chiedere al Governo di prendere posizione in sua difesa, benché per adesso non vi sia stata alcuna risposta da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni né dei Ministri del suo Governo. In questi giorni, quindi, sono partiti diversi appelli in sua difesa, un pezzo di società civile italiana e non solo, ha chiesto di difenderla dagli attacchi come quello dell'Amministrazione Trump. Un pezzo di mondo culturale italiano ha scelto di scrivere e firmare una lettera aperta in difesa di Albanese da inviare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Su iniziativa di Andrea Colamedici e Maura Gancitano di TLON, infatti, è stata scritta una lettera che per adesso porta firme di attori, musicisti, presentatori tv, da Marracash, Francesca Michielin, Cosmo e La Rappresentante di Lista passando per Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Valeria Golino, Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea e Claudio Santamaria, ma anche personalità come lo storico dell'arte Tomaso Montanari e la scrittrice Lidia Ravera che hanno voluto mettere la faccia riguardo le sanzioni annunciate dal Segretario di Stato USA Marco Rubio che per i firmatari è un modo per "distogliere l'attenzione mondiale dalla catastrofe umanitaria in corso a Gaza".

Il report di Albanese per cui è stata sanzionata dall'Amministrazione Trump
"Il lavoro di Francesca Albanese ha il merito di aver portato alla luce non solo la dimensione umana di questa tragedia, ma anche i meccanismi economici che la perpetuano" continua la lettera che, a questo punto, cita apertamente il report From economy of occupation to economy of genocide che chiama in causa decine di aziende mondiali che "sostiene il progetto coloniale israeliano di sfollamento e sostituzione dei palestinesi nei territori occupati" come si legge. Nel rapporto si citano aziende che producono armi, tecnologie, macchinari pesanti usati da israele ma anche istituti finanziari di cui viene denunciata la complicità nella repressione palestinese.
La richiesta a Mattarella, Meloni e Tajani
Il documento, quindi, chiede a Mattarella, Meloni e Tajani "di difendere una cittadina italiana sanzionata per aver svolto il proprio mandato ONU" definendo inaccettabile il silenzio delle nostre Istituzioni di fronte a quanto sta accadendo, e invita il Parlamento italiano "a esprimersi con una mozione unitaria per la protezione diplomatica di Francesca Albanese". Nei giorni scorsi era stato il PD ad annunciare un’interrogazione al ministro degli Esteri Antonio Tajani sul caso di Francesca Albanese. Sostenerla, quindi, "significa non solo difendere la libertà di espressione e il sistema internazionale di protezione dei diritti umani, ma anche affermare che la vita di ogni essere umano ha uguale valore e dignità, che si tratti di palestinesi o israeliani, di bambini di Gaza o di qualsiasi altra parte del mondo" conclude la lettera.