16 Gennaio 2015
11:32

La mostra “Rewind” raccoglie l’arte degli anni ’80 a Napoli (VIDEO)

“Rewind. Arte a Napoli 1980-1990” è una importante mostra che sarà visitabile al Castel Sant’Elmo di Napoli fino all’8 febbraio 2015. Un’occasione per fare un viaggio nell’arte contemporanea degli anni ’80, che ha avuto come crocevia imprescindibile la città di Napoli.
A cura di Luca Iavarone
Nino Longobardi, Senza titolo, 1980
Nino Longobardi, Senza titolo, 1980

Forse non tutti sanno che a Castel Sant'Elmo, il forte medievale da cui si può ammirare a 360° la città di Napoli, c'è anche un importantissimo museo. Si tratta del Museo del Novecento, che documenta l'attività artistica realizzata nel capoluogo partenopeo dall'inizio del ‘900 fino agli anni '80. Ci sono circa 170 opere di 90 artisti, napoletani e non, che comprendono momenti e movimenti importantissimi per la storia dell'arte nazionale e internazionale: la Secessione dei ventitré, il Futurismo, il movimento dei Circumvisionisti, l'arte di guerra e del dopoguerra, il gruppo "Sud", il Neorealismo, l'informale, il "Gruppo '58" e la poesia visiva. Questa collezione, però, è stata definita "in progress", perché fin dalla sua prima ideazione, il progetto doveva essere ampliato fino a comprendere tutto l'arco temporale del Novecento.

Oggi, si aggiunge un tassello fondamentale con la mostra "Rewind. Arte a Napoli 1980-1990", curata dalla direttrice di Castel Sant'Elmo Angela Tecce, che offre un'ideale prosecuzione del museo del Novecento. Gli anni '80 a Napoli sono stati un decennio cruciale, dove la città si è fatta teatro del mondo ospitando molti nomi internazionali e realizzando importanti opere con artisti del luogo. "Rewind" propone proprio questo doppio binario, da un lato l'esposizione di pezzi che testimoniano a vario titolo un legame con la città, dall'altro l'esempio e il contributo degli artisti  e dei movimenti autoctoni.

Daniel Spoerri, Le Paon, 1982
Daniel Spoerri, Le Paon, 1982

Proprio negli anni '80 una nuova generazione di artisti napoletani, infatti, irrompe sulla scena mondiale, con una svolta radicale del linguaggio figurativo, per la quale si è parlato di "fine dell'avanguardia". Tra loro: Carlo Alfano, Mimmo Paladino, Luigi Mainolfi, Nino Longobardi, Ernesto Tafafiore, Francesco Clemente. Achille Bonito Oliva, critico e artefice di quella svolta transavanguardista, espose nell'85 questi artisti in una mostra cardine per gli anni '80 all'Istituto Francese "Granoble" (perfettamente raccontata in "Rewind") dal titolo "Evacuare Napoli".

Ernesto Tatafiore, Titanic-o, 1987
Ernesto Tatafiore, Titanic–o, 1987

Molte sono state le gallerie d'arte attive negli anni '80: quella di Lucio Amelio, Il Centro, lo Studio Trisorio, lo Studio Morra, Lia Rumma, Alfonso Artiaco. Quelle ancora operanti in città hanno dato un contributo fondamentale a "Rewind", individuando e proponendo opere presenti in collezioni private campane che potessero raccontare al meglio il ruolo di crocevia internazionale svolto dalla città di Napoli in quegli anni. Tra gli artisti non napoletani presenti in mostra, citiamo: Gino De Dominicis, Alberto Burri, Jean Michel Alberola, Joseph Beuys, Hermann Nitsch, Sol LeWitt, James Brown, Ronnie Cutrone, Kenny Scharf, Luigi Ontani.

Ronnie Cutrone, Statues don’t bleed, 1981
Ronnie Cutrone, Statues don’t bleed, 1981

Abbiamo intervistato la curatrice Angela Tecce, per offrire ai nostri lettori un tour informato e consapevole della mostra. Tra le curiosità e le informazioni preziose, la direttrice di Castel Sant'Elmo ci ha tenuto a sottolineare che "Rewind. Arte a Napoli 1980-1990" è stato un grande lavoro collettivo, che ha coinvolto esperti, studiosi, ma anche tanti giovani ricercatori, che hanno contribuito con entusiasmo a questo grande racconto corale. "Rewind", ci teniamo a sottolinearlo,  ha al suo interno anche un nuovo, importantissimo risultato: "Costellazione '80", un modello per un archivio virtuale sugli anni '80 a Napoli, con accesso (tramite un touch screen) a tutte le collezioni campane, un vero e proprio fulcro metodologico della mostra che fornirà probabilmente un indirizzo per tutti i prossimi lavori di ricerca.

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