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La canzone pro Israele di Boy George rimossa da Bandcamp: “Stron*i e antisemiti”, ma il nodo è l’AI non la politica

Boy George attacca Bandcamp dopo la rimozione della canzone pro Israele “We Will Dance Again”. Il ban sarebbe legato alle regole della piattaforma sull’AI.
Boy George – ph AP Photo:Richard Drew
Boy George – ph AP Photo:Richard Drew

Bandcamp ha rimosso il brano pro Israele di Boy George, "We Will Dance Again", pubblicato lo scorso 28 luglio. Il cantante ha contestato la decisione, accusando la piattaforma di censura e definendo i responsabili un "branco di stron*i". La voce storica dei Culture Club!, infatti ha postato il brano in favore di Israele, in cui criticava l'uso della parola "genocidio" definendo una guerra giusta la risposta israeliana all'attentato del 7 ottobre al Nova festival, evento in cui Hamas ha ucciso 378 persone, scatenando una risposta che ha visto la morte di oltre 70mila palestinesi. Sebbene il brano abbia un contenuto fortemente politico, Bandcamp ha spiegato a NME che la rimozione non sarebbe legata al messaggio della canzone, ma al suo presunto utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Boy George ha indicato quelli di Bandcamp come un "branco di stron*i" e in un videoselfie ha invitato chi ne possiede una copia a continuare a condividerlo online. Il cantante, inoltre, li ha accusa anche di aver trattenuto i proventi delle vendite, sperando di riaverli indietro. Successivamente Boy George ha provato a rispondere ulteriormente, ammettendo che per la musica – a differenza di testo e melodia – si era aiutato con l'intelligenza artificiale. Per il cantante, quindi, resta la questione antisemita, perché nelle prime 24 ore la canzone non era stata bannata: "Sembra che abbiano ceduto alla pressione degli antisemiti (…). Lasciate il processo creativo agli artisti. Anche se non siete d'accordo".

Le accuse di Boy George, però, si scontrano con le policy sull'AI di Bandcamp. Il nodo della questione, infatti, sarebbe il modo in cui la canzone è stata scritta, ovvero con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, un metodo che la piattaforma combatte. A NME, Bandcamp ha spiegato che il brano è stato rimosso in base alla violazione delle norme di utilizzo accettabile e moderazione. L'uso di intelligenza artificiale può portare al ban dalla piattaforma. Le regole sono chiare: "La musica e l'audio generati interamente o in parte sostanziale dall'IA non sono consentiti su Bandcamp". Così come è vietato l'uso di strumenti AI che impersonino altri artisti, perché sarebbe furto di identità e violazione della proprietà intellettuale. Infine il servizio chiede a chiunque si imbatta in musica o audio che sembrano realizzate con un forte uso dell'IA generativa di segnalarlo così da poter rimuovere quel contenuto.

Nonostante la componente fortemente politica della canzone di Boy George, che sceglie come titolo lo slogan nato dopo l'attacco al Nova Festival, il problema è tecnico. In "We Will Dance Again", l'ex Culture Club se la prende anche con i colleghi che si espongono, infatti canta: "Condanni gli ebrei, con memoria selettiva. Musicisti che tengono bandiere, cantano a bocca aperta come pecore, la propaganda alimentata da Internet sembra così debole".

Subito dopo la pubblicazione della canzone, inoltre, Boy George è stato escluso dal suo ruolo in una produzione londinese di Jesus Christ Superstar, per scelta del suo manager che dice di aver fatto questa scelta per il bene del suo assistito: "Ho ritenuto giusto farmi da parte, permettendo alla produzione di rimanere al centro dell’attenzione". Oltre alla questione israelo-palestinese, Boy George è caduto in una delle principali polemiche che attraversa la musica contemporanea, ovvero quanto uso di AI si può fare all'interno delle proprie canzoni. Un tema attuale che vede alcune aziende istruire i tool con canzoni vere, con il rischio di appiattire sempre più la creatività che caratterizza l'arte.

Edit: L'articolo è stato integrato con la risposta di Boy George a Bandcamp

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