Zerocalcare ne combina un'altra delle sue e ci spiazza di nuovo. Nel livido e rancoroso mondo del fumetto e dell'editoria, tutti o quasi – compresi i suoi fan – si aspetterebbero prima o poi di poter dire dell'ultima uscita del disegnatore romano inquadrandola secondo il canone del già visto, del già sentito, della "solita cosa" alla Zerocalcare. E invece. Come ogni volta, siamo qui a dirci che il nuovo romanzo grafico (mi riferisco in particolare a questa linea dei lavori del fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare) è qualcosa di diverso, di nuovo, altro che già visto, benché mantenga i connotati dello stile, anzi, della voce di questo disegnatore che ha ormai travalicato – forse suo malgrado – i confini del fumetto e del disegno. Rassegnatevi, l'artista è fatto così.

Scheletri di Zerocalcare

Tuttavia il personaggio pubblico di Zerocalcare, sembra dirci "Scheletri" (BAO Publishing), in libreria dal 15 ottobre, non è riuscito nemmeno stavolta a sottomettere l'autore Zerocalcare, anzi, l'autore Zerocalcare sembra fregarsene del tutto del personaggio Zerocalcare. Non so se avete capito, in caso contrario fa niente: un giorno ci riusciranno i vostri figli. Eccolo, dunque, il nuovo romanzo grafico inedito di Zerocalcare, ecco "Scheletri", un thriller ambientato a Roma, nel mondo di uno Zerocalcare diciottenne, che viene a contatto con il sottobosco degli spacciatori di periferia. Un romanzo grafico che l’autore definisce "più efferato del solito", una storia di fiction che si ispira alla realtà, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente. E che vi stupirà più di quanto non dicano la cover e la bandella, e nemmeno ogni spiegazione o recensione in giro.

È piena di fantasmi (del passato, non spiriti), questa storia, ce ne sono molti di più di quanti in apparenza possa sembrare. Non si torna sui passi dei propri diciotto anni così, senza un motivo. Non si usano i piani temporali nel modo in cui lo fa questo racconto se non li vuoi evocare, se non ci vuoi confondere, lasciandoci nelle ombre. Anzi. I fantasmi del passato che riemerge son di più persino degli scheletri. Provare per credere, magari non ci sarà bisogno di aspettare i vostri figli per capirlo.

Di cosa parla Scheletri di Zerocalcare

Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana.