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È morto Dot Rotten, aveva 37 anni: il rapper aveva collaborato anche con Ed Sheeran

Il rapper britannico Dot Rotten è morto a 37 anni come confermato dalla famiglia. Collaborò con Ed Sheeran ed è stato tra i protagonisti della scena grime UK.
A cura di Francesco Raiola
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Dot Rotten – ph C Brandon:Redferns via Getty Images
Dot Rotten – ph C Brandon:Redferns via Getty Images

È morto a 37 anni il rapper inglese Dot Rotten, uno dei pilastri della scena Grime britannica e poi diventato famoso a livello più mainstream grazie anche a collaborazioni con artisti come Ed Sheeran. La morte del cantante, il cui vero nome era Joseph Ellis-Stevenson, è stata confermata alla BBC a cui, però, non ha dato altre informazioni. Rotten, che dovrebbe essere morto in Gambia, ha cominciato a rappare quando aveva sette anni, componendo la sua prima musica su un computer Atari. È stato nel 2007 che ha pubblicato il suo primo mixtape "This Is the Beginning" ma con il nome di Young Dot.

Il nome definitivo arrivò, però, l'anno successivo quando decise di chiamarsi Dot Rotten, acronimo di "Dirty on Tracks, Righteous Opinions Told to Educate Nubians" con un riferimento alla soap opera britannica EastEnders. Nel 2008 pubblicò la serie di mixtape "Rotten Riddims" diventando un punto di riferimento del Grime nazionale. Dopo aver vinto un contratto con la Mercury Records apparì come ospite in pezzi come "Goodbye to You" di Ed Sheeran, contenuto nell'album "No 5 Collaborations Project", in "Speeding By" di Mz Bratt e "Dub on the Track" di Cher Lloyd, oltre che nel singolo di Gary Barlow, "Children In Need", del 2011.

In quel periodo cominciò una faida con il "re del grime" Wiley ma nel corso degli anni si scontrò anche con altri cantanti come P Money, JME e Stormzy. Nel 2012 ha pubblicato la sua unica hit da solista, ovvero "Overload" che finì nella Top 20. La canzone, come spiegò lo stesso rapper, era ispirata dalla sua esperienza con una grave depressione: "L'intera canzone è stata improvvisata, non ho scritto una sola parola per descriverla", disse a Distract TV, spiegando – come scrive la BBC – di avere avuto riserve a pubblicare un testo così personale: "Non è la canzone che volevo pubblicare, ma ha avuto molto successo e apprezzo tutti i feedback che ho ricevuto".

Dopo la fine del burrascoso contratto con Mercury, pubblicò una serie di album indipendenti, compreso il settimo volume di Rotten Riddims. Negli ultimi anni, però, aveva abbandonato la scena per dedicarsi alla produzione, collaborando con artisti come Headie One, D-Block Europe e Nines con il nome di Zeph Ellis. Pochi giorni fa aveva pubblicato "Psalms For Praize", prodotta da Who's British, un altro dei suoi tanti pseudonimi, tra cui c'erano Three-Six, The Spirit, Big Dotti e Terror Child. Nella canzone rifletteva sulla sua carriera e rappava: "Ho commesso degli errori, ora tratto la mia carriera come un secondo figlio. E questo è un giuramento a cui mi impegno come un voto nuziale".

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