Andrea Camilleri è morto all'età di 93 anni.
in foto: Andrea Camilleri è morto all’età di 93 anni.

Colpito da un infarto il 17 giugno, Andrea Camilleri è morto oggi, 17 luglio, presso l'ospedale Santo Spirito di Roma. Tanta la preoccupazione, nei giorni di ricovero, e tanto il cordoglio del mondo della cultura per un altro pezzo di storia della letteratura che se ne va. Andrea Camilleri ha dettato per quasi trent'anni le regole del genere poliziesco, creando un personaggio indimenticabile come il commissario Montalbano: un personaggio di cui, ora che il suo papà non c’è più, non si conoscono le sorti. O meglio: sappiamo che insieme a Camilleri anche Montalbano se ne andrà, fu lo stesso scrittore ad annunciarlo. Resta da vedere come.

“La forma dell’acqua”: l’inizio di tutto

Lume d'alba non filtrava nel cortiglio della «Splendor», la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombigno, già si faticava a scangiare parole.

Il linguaggio contaminato dai dialettismi e il paesaggio siciliano si fanno strada fin dall'incipit di quello che fu il primo libro della fortunata serie del commissario Montalbano: “La forma dell’acqua” esce nel 1994 per Sellerio Editore, segnando per sempre quella che sarà la storia del genere “poliziesco” nel nostro Paese. Il romanzo racconta una morte ambigua, che per il commissario sarà subito chiarissima: un omicidio che ha la forma dell’acqua, ovvero quella che si sceglie di darle.

È la tipicità delle ambientazioni siciliane a dare il via a tutto il giallo: due “munnizzari” (che in realtà sono geometri disoccupati) trovano il cadavere dell’ingegner Luparello all’interno delle rovine della “Mànnara”, il luogo in cui i pastori e gli allevatori siciliani ricoverano le mandrie. Nella fortunata serie televisiva con Zingaretti il paesaggio è quello della provincia di Ragusa, ma nei libri di Camilleri è l’immaginaria Vigàta a fare da sfondo alla determinazione risoluta del commissario nel risolvere qualsiasi intreccio. Determinazione che dal 1994 ad oggi non ha perso un colpo: poco prima di essere colpito da malore Camilleri aveva pubblicato l'ultimo libro, "Il cuoco dell'Alcyon".

Ma come finirà Montalbano?

“Finirà Montalbano. Nel momento nel quale finisco io, finisce anche lui”: con queste parole Andrea Camilleri spiegava, ai microfoni di Fanpage.it, l’epilogo di una delle saghe più seguite degli ultimi anni, anche grazie alla fortunata serie televisiva interpretata da Luca Zingaretti. Una serie di avventure sempre nuove ci hanno accompagnati in questi anni, ma già da tempo lo scrittore siciliano aveva annunciato che, prima o poi, Montalbano avrebbe chiuso definitivamente con le indagini.

In che modo, non è dato saperlo. Ma era stato lo stesso Camilleri a rivelare, tempo fa, di aver già immaginato l’epilogo della storia: è infatti dal 2006 che Sellerio, lo storico editore di tutti i suoi libri, conserva gelosamente l’ultimo capitolo dedicato al commissario di Vigàta. Con l’avvicinarsi degli ottant'anni, quindi ben tredici anni fa, Camilleri ebbe l’illuminazione e scrisse quasi di getto l’avventura conclusiva, di cui ovviamente non si conoscono ancora i dettagli:

La fine di Montalbano l'ho già scritta più di 13 anni fa. Recentemente l'ho rimaneggiata dal punto di vista stilistico ma non del contenuto. Finirà Montalbano, quando finisco io, uscirà l'ultimo libro. Quello che posso dire è che non si tratta tanto di un romanzo, quanto di un metaromanzo dove il Commissario dialoga con me e anche con l'altro Montalbano, quello televisivo.

Conosciamo il titolo, che dovrebbe essere “Riccardino”, e il leitmotiv del il racconto: un dialogo intimo con se stesso, e con l’autore, per riflettere sul lunghissimo percorso fatto insieme. Non può che concludersi così, in modo forte e coinvolgente, un viaggio durato 40 libri e iniziato ventiquattro anni fa. Montalbano non morirà, almeno non nel senso classico, aveva rassicurato Camilleri: “Morirà solo come possono morire i personaggi letterari”. Nel frattempo Andrea Camilleri è morto, morto solo come possono morire i grandi scrittori: lasciando un vuoto immenso.