Donatella Rettore: “Lo slogan ‘Meno Guccini, più Rettore?’ Falso, cantautore femminista, mi ha ispirata molto”

Tra i ricordi che stanno affiorando dopo la morte di Francesco Guccini, quello di Donatella Rettore a Fanpage.it restituisce un ritratto inedito del cantautore emiliano. L'artista veneta, raggiunta telefonicamente mentre seguiva in televisione le notizie sulla scomparsa del "Maestrone", lo definisce infatti "uno dei pochi cantautori femministi", spiegando che proprio questa sensibilità ha sempre rappresentato uno dei motivi della sua stima nei suoi confronti. Un'affermazione che si affianca al ricordo di un rapporto nato alla fine degli anni Settanta, quando una giovanissima Rettore venne accolta con naturalezza nell'osteria bolognese di Guccini. Durante la conversazione telefonica, la cantante commenta anche uno degli slogan più curiosi degli anni Ottanta, quel "Meno Guccini, più Rettore" che per molti rappresentava la contrapposizione tra canzone d'autore e pop irriverente: "Non l'avevo mai sentita questa", ammette sorridendo, ribadendo invece di essersi "ispirata moltissimo a Guccini" e di considerarlo uno dei riferimenti della sua formazione musicale.
Rettore ricorda Guccini: "È stato uno dei pochi cantautori femministi"
Proprio nei primi secondi della telefonata, Rettore svela di star seguendo il telegiornale proprio per comprendere meglio ciò che è accaduto al Maestrone Bolognese. La cantante di "Kobra" svela quanto negli ultimi 12 mesi abbia assistito alla scomparsa di molti colleghi che, come lei, hanno segnato gli ultimi 50 anni della discografia italiana: "È un cambiamento dell'epoca, un evento che segna un giro di boa per la musica italiana. Purtroppo ci restano solo le grandi canzoni. Guccini è stato uno dei pochi cantautori femministi e per questo mi è stato sempre molto simpatico".
Il primo incontro, nel 1977, nell'osteria di Bologna del cantautore
Rettore ricorda con affetto anche il primo incontro, avvenuto nell'osteria del cantautore bolognese nel 1977: "L'ho incontrato all'inizio della mia carriera e mi ha trattata esattamente come se fossi una sua coetanea, in un periodo in cui avevo 19 anni ed ero un po' scombussolata". Dopo aver raccontato della sua passione per "Dio è morto", contenuto nell'album "Folk Beat n.1", Rettore svela anche l'ironia e l'affetto del cantante, da sempre lontano dalle dinamiche sanremesi: "Ci siamo incontrati nella sua osteria a Bologna, eravamo nel tour sanremese del 1977 e lui aveva invitato tutti i giovani. Davanti a un bicchiere di vino ci disse che anche se avevamo fatto Sanremo, non avevamo fatto niente di male (ride n.d.r)".
Il commento allo slogan: "Meno Guccini, più Rettore"
I due sono stati anche protagonisti di uno slogan nato negli anni '80, in cui si polarizzava la posizione dei due artisti nella scacchiera musicale italiana: "Meno Guccini, più Rettore". Un invito, secondo i media e i fan generalisti dell'epoca, di abbandonare per un po' la canzone d'autore impegnata e lasciarsi travolgere dalla musica pop punk di Donatella Rettore. Uno slogan che, durante l'intervista, coglie impreparata la cantante: "Non l'avevo mai sentita questa. Per me non c'entra niente, anche perché io mi sono ispirata moltissimo a Guccini". La cantante di "Splendido Splendente" si lascia andare anche alle sue origini musicali: "Io nasco da quei cantautori lì, da Gino Paoli. All'inizio della mia carriera mi chiamavano De Gregori in gonnella. Poi mi hanno invece collegata a Renato Zero".