Il 2021 è e sarà l'anno di Dante Alighieri. Celebrare i 700 anni dalla morte dell'autore della Divina Commedia, il testo base della lingua italiana e di conseguenza assunto a simbolo dell'unità del nostro Paese, complice l'afflato dell'Alighieri politico, è uno dei fatti principali dell'Italia di quest'anno. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'inaugurare lo scorso 5 settembre le celebrazioni nazionali del 700° anniversario della morte di Dante, aveva evidenziato l'importanza, non solo celebrativa di questo appuntamento. Tuttavia il timore, in questi giorni, è che la pandemia da Coronavirus in atto nel nostro Paese, soprattutto in vista di una terza ondata, possa mettere a repentaglio gli eventi programmati in memoria del Sommo poeta, non solo dal forte valore simbolico, ma anche con lo sguardo rivolto al futuro del nostro Paese. A partire da quel Dantedì previsto per il 25 marzo che dovrebbe riunire tutto il mondo della scuola sotto il nome del padre della lingua italiana, quello stesso mondo di docenti e allievi che, come sappiamo, al momento non sappiamo nemmeno se e quando riuscirà a riprendere il normale svolgimento della didattica.

Intanto, nell'attesa di capire cosa ne sarà degli eventi programmati dal comitato che ha lavorato in vista del 2021 ("per tempo, non come al solito" aveva dichiarato il ministro Franceschini mesi fa, evidenziando lo sforzo fatto nonostante la pandemia) proliferano le iniziative "virtuali". Come quelle messe in campo dall'Accademia della Crusca, che per festeggiare il 2021 dedicato a Dante ha annunciato di voler pubblicare sul proprio sito web una citazione al giorno del Sommo Poeta. Si tratta di parole, locuzioni, frasi, passi di poesie ed espressioni ricorrenti negli scritti dell’autore della Divina Commedia. Seguirà un breve commento, per chiarirne il significato e far comprendere agli italiani l’attualità e la leggibilità del poeta. A spiegarlo è stato Claudio Marazzini, presidente della Crusca.

Sul versante "fisico", invece, si fa notare la scelta del comune di Ravenna, città dove è sepolto il poeta, per cui le notti del centro storico continueranno a essere illuminate dalle parole del Sommo Poeta per tutto il 2021. Una maniera per accompagnare il settecentesimo anniversario della sua morte con installazioni costituite da sedici endecasillabi luminosi, tratti dalla Divina Commedia, distribuiti su sei vie della città. A rendere ancora tutto più interessante la possibilità di ascoltare sul proprio smartphone o tablet gli interi canti da cui gli endecasillabi luminosi sono stati tratti, grazie a un opportuno sistema di QRCode posto alla base delle luminarie.

Mentre la città di Forlì sarà sede di Dante. La visione dell’arte, frutto della cooperazione tra i Musei di San Domenico e le Gallerie degli Uffizi, a Firenze l’istituzione diretta da Eike Schmidt accoglierà una monografica su Giuseppe Penone al via a marzo. L’opera chiave del progetto sarà ispirata a un brano del Paradiso, in particolare all’episodio in cui Dante “vede un albero rovesciato, con le radici in alto, che prende la saggezza del cielo per portarla sulla Terra”.