Giovedì 8 ottobre alle 13 sarà annunciato il Premio Nobel per la Letteratura 2020, il primo in epoca Covid-19. Dopo l'affermazione di Olga Tokarczuk nel 2019, scelta assieme al vincitore del 2018, Peter Handke, rimasto in sospeso dopo gli scandali sessuali che avevano travolto l'Accademia di Svezia, torna il più prestigioso riconoscimento letterario al mondo. Da quest'anno, peraltro, chi se lo aggiudicherà vedrà aumentato a 1,1 milione di euro il premio in denaro, oltre a quello immenso e immortale della notorietà.

Come al solito, di questi tempi, impazzano i nomi su candidature più o meno possibili, anche se come da regolamento nessuno conosce il nome dei candidati e della short list attualmente all'esame dei giurati del Nobel. La segretezza sui nomi in discussione è tale che addirittura i nomi dei candidati vengono secretati per mezzo secolo, motivo per cui oggi sappiamo soltanto, oltre naturalmente ai nomi dei vincitori, chi è stato in procinto di vincerlo e non c'è riuscito fino al 1970. Oltretutto la segretezza dell'Accademia è tale da rendere quasi impossibile il filtrare di notizie relative ai candidati. Ma la domanda resta: chi vincerà il Premio Nobel per la Letteratura 2020?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo tratteggiare innanzitutto l'identikit del possibile vincitore. Non mancando grandi scrittrici e scrittori viventi meritori di questo riconoscimento, possiamo provare a contestualizzare il momento che sta attraversando l'Accademia di Svezia e quale profilo avrebbe "interesse" a premiare. Molto spesso, infatti, il premio Nobel è stato assegnato anche in virtù di ragioni geopolitiche, sociali ed economiche. Ma partiamo dalle questioni di genere: il prossimo premio Nobel sarà uomo o donna?

Il Premio Nobel 2020 sarà uomo, donna o altro?

Oltre all'elenco delle probabilità al vaglio dei bookmakers, quali altri fattori possiamo utilizzare per prevedere e prevedere il Premio Nobel 2020? Anders Olsson, presidente della giuria letteraria del Premio Nobel per il 2019, aveva rivelato i cambiamenti nelle regole del giudizio prima dell'estrazione del premio, sostenendo che il premio avrebbe "aperto i nostri orizzonti" e invertirà il vecchio "europeismo" dei premi "dominato dagli uomini".

In effetti, il fatto che a vincere nel 2019 sia stata Olga Tokarczuk, ha segnato qualche progresso nell'assegnazione del premio che, negli ultimi vent'anni ha premiato solo 6 volte su 20 il riconoscimento a una donna. E mai consecutivamente. Il che potrebbe aprire la strada a un'inedita "doppietta" al femminile in un anno così speciale sotto tanti punti di vista. Non male sarebbe anche che la scelta ricadesse su scrittori e scrittrici che non si riconoscono in nessun confine di genere, ma da questo punto di vista c'è poco da sperarlo.

Premio Nobel per la Letteratura 2020: se fosse africano?

Una delle critiche storiche rivolte al premio Nobel è quella di essere troppo eurocentrico. Gli ultimi due premiati, Handke e Tokarczuk (rispettivamente austriaco e polacca) sono autori fortemente europei. Sempre da un'analisi degli ultimi decenni, ci sono giapponesi, cinesi, americani e tanti (tantissimi europei), molti meno sudamericani (c'è solo Mario Vargas Llosa, che è peruviano ma naturalizzato spagnolo) e sopratutto la totale assenza di scrittori africani e provenienti dall'Oceania. Potrebbe dunque arrivare da lì il prossimo vincitore.

Un autore di prestigio per il premio Nobel

L'altro fattore da tenere fortemente in conto, per mettere a punto l'identikit del possibile vincitore, è quello "reputazione". Dopo gli scandali sessuali, la mancata assegnazione nel 2018, le critiche seguite alla scelta di Peter Handke (ritenuto filo Milosevic), è probabile che l'Accademia di Svezia si orienti verso figure che non attirino troppe critiche o scatenino dibattiti attorno al premio. Il Nobel quest'anno dovrà andare a qualche autore di prestigio, che contribuiscano a ricostruire l'immagine di questo premio e la sua legittimità. Se il premio viene assegnato a un autore di canzoni rock come Bob Dylan o a uno scrittore dalle posizioni politiche controverse, come negli anni precedenti, tutto diventa più complicato. Allo stesso tempo, come spesso fanno le giurie dei premi letterari, incapaci di mettere fine al peggio, potrebbero al contrario asserragliarsi contro lo spirito dei tempi a tutti i costi ed eleggere qualche sconosciuto, magari maschio, bianco, europeo.