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La notizia è rimbalzata immediatamente su tutti i media mondiali. Decine di tigri, circa 90, sono morte dopo essere state confiscate tempo fa, a causa delle ripetute denunce di maltrattamenti, a un tempio thailandese che le usava come attrazione turistica. Ma che cos'è il Tempo delle Tigri in Thailandia sotto accusa da anni e nel mirino di una controversia internazionale per il trattamento che riserverebbe ai felini simbolo, per il Buddismo, di forza e fierezza?

Il Tempio delle Tigri in Thailandia

Il Tiger Temple, il Tempo delle Tigri, era un tempio buddista Theravada nel distretto Sai Yok della provincia thailandese di Kanchanaburi nella parte Ovest del paese, noto per essere una famosa meta turistica per milioni di persone ogni anno. Fu creato nel 1994 come tempio forestale e santuario per animali selvatici, tra cui le tigri, in maggioranza tigri indocinesi. Si pagava un biglietto d'ingresso per ammirare le tigri indocinesi, quelle Mek e una tigre del Bengala.

Subito dopo l'apertura il tempio è stato accusato da attivisti per i diritti degli animali di aver maltrattato le tigri per scopi commerciali e persino di aver trafficato alcuni dei suoi animali. Niente a che vedere dunque con il Buddismo, per cui la tigre rappresenta la fede e lo sforzo spirituale con un solo punto debole, l’amore materno, per il quale sarebbero disposte a tutto, persino a sacrificare se stesse. Nel maggio 2016, infatti, il Thailand Wildlife Conservation Office  ha intrapreso una poderosa azione per catturare e trasferire i preziosi felini. A maggior ragione dopo il ritrovamento di 40 corpi di cuccioli di tigri congelati e morti da anni. Mentre è di ieri la notizia della morte di quelle tigri sequestrate, o almeno di buona parte, con relative polemiche su quello che per anni è stato considerato un santuario a cielo aperto del buddismo.