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Cees Nooteboom è morto a 92 anni: addio allo scrittore olandese di Rituali e Pioggia rossa

È morto a 92 anni lo scrittore olandese Cees Nooteboom, autore di romanzi, poesie e libri di viaggio, tradotto in tutto il mondo e premiato anche in Italia.
A cura di Francesco Raiola
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Lo scrittore olandese Cees Nooteboom
Lo scrittore olandese Cees Nooteboom

Lo scrittore olandese Cees Nooteboom è morto a 92 anni sull'isola spagnola di Minorca. Nato all’Aja nel 1933, autore di numerosi romanzi, poesie, saggi e libri di viaggio era considerato "una delle voci più alte nel coro degli scrittori contemporanei" come scrisse il New York Times e ricorda in una nota il suo editore italiano, Iperborea. Non sono note le cause del decesso, benché sia noto che da tempo lo scrittore non godesse di buona salute ed era costretto sulla sedia a rotelle nella sua casa spagnola. Nell'ultima – e ormai rara – intervista concessa al quotidiano olandese Trouw, nell'agosto del 2025, aveva detto: "So che è quasi il mio turno. Lo dico in modo neutrale. Beh, neutrale. In realtà, comunque, non arrabbiato. Arriva un momento in cui dici: ‘Ecco qua', e poi ti senti in pace con te stesso. Credo di esserlo. Sono in un bel posto qui, in questo posto fantastico".

Nella sua casa viveva con la moglie, la fotografa Simone Sassen che conobbe nel 1979, poco prima di pubblicare uno dei suoi libri più famosi, "Rituali" che aveva un incipit culto: "Il giorno che Inni Wintrop cercò di suicidarsi, le azioni della Philips erano a 149,60. La quotazione di chiusura della Banca di Amsterdam era di 375 fiorini e l’Unione marittima era scesa a 141,50. La memoria è come un cane, va a sdraiarsi dove le pare". Autore di romanzi, poesie, canzoni, articoli di giornalismo e racconti di viaggio, Iperborea ha tradotto 19 suoi libri: "Con lui se va un pezzo enorme della cultura e dello spirito olandese. Ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo giovanissimo, e ha continuato a farlo tutta la vita, senza mai perdere l’instancabile curiosità e passione, contaminando sempre la sua scrittura con sguardi, rituali e influenze lontane" scrive l'editore ricordandolo.

Il primo romanzo fu "Philip e gli altri", che pubblicò quando aveva 22 anni, ma il successo internazionale arrivò oltre che con "Rituali" anche con "Il canto dell’essere e dell’apparire", ma in Italia hanno avuto ottimo riscontro anche "Avevo mille vite e ne ho preso una sola", "Tumbas", "Cerchi infiniti", "533" e l'ultimo "Pioggia rossa" pubblicato nel giugno del 2025. Nooteboom ha raccontato alcuni tra i principali eventi europei come la rivolta di Budapest nel 1956 e le proteste di Parigi nel 1968 e i suoi libri sono stati tradotti in oltre 25 lingue: "Penso di essere stato bravo in quello che ho fatto, per tutta la vita, nonostante tutti i miei viaggi: riconoscere le opportunità. Riconoscere quando la fortuna si presenta e coglierla al volo" ha detto sempre a Trouw.

Libri di Cees Nooteboom
Libri di Cees Nooteboom

"Invecchiare è una cosa strana. Ti capita – ha continuato -. Molte persone che erano molto importanti per me non ci sono più. Ma non mi emoziono troppo. Fa parte del processo. E ovviamente è strano, un'isola come questa in Spagna, con la sua storia e i suoi segreti, e che io trascorra le mie giornate qui. Ma voglio che tu noti che sono felice qui, perché lo sono davvero". Nooteboom è stato per anni uno dei candidati olandesi più quotati per la vittoria del Premio Nobel per la Letteratura. Il sito web della Biblioteca Nazionale olandese afferma che "le costruzioni ponderate dei suoi romanzi e racconti, la sua padronanza della lingua e l'erudizione che emana da ogni testo sono temi ricorrenti in molte recensioni e relazioni delle giurie"

In Italia ha vinto il Premio Grinzane Cavour, il Premio Europeo di Poesia, il Premio Chatwin, il Premio Dedica, il Premio Sandro Onofri, il Premio Lerici Pea “Alla carriera”, il Premio letterario internazionale Mondello. La sua editrice Emilia Lodigiani lo ricorda così: "Cees Nooteboom ci ha lasciato, partendo per quell’ultimo viaggio da cui purtroppo non tornerà per scriverne. Spartisco con tutti i suoi appassionati lettori quella meravigliosa impressione di sentirci più intelligenti e più curiosi di quel che siamo, di capire di più del mondo, di sentire la costante presenza del passato nel presente, le incontrollabili metamorfosi della memoria, l’eco di tutti i libri letti e non letti che ci dà l’illusione di conoscere, insomma tutto l’incanto delle sue storie, divagazioni, pensieri. È nei suoi libri".

Lodigiani, poi, ricorda il loro ultimo incontro a Minorca: "Il suo giardino, i suoi cactus, i profumi, i ragli d’asino, la tartaruga perduta, tutto è famigliare per chi ha letto Pioggia rossa: è stato un ritrovarci a casa. L’impressione era solo che tutto fosse più piccolo di come l’avevo immaginato, come se tutti quei minuti dettagli che ci aveva fatto notare, tutti quei personaggi fatti rivivere, quei pensieri generati avessero irradiato spazi più ampi (…). La commozione di vedere Cees, con tutta la sua ironia e la sua mente acuta, nonostante i vuoti di memoria, così sereno, così saggio, così capace di accettare anche i limiti e le menomazioni della vecchiaia, come aveva sempre accolto ogni aspetto dell’esistenza, ci ha dato la rara sensazione che avevamo ancora molto da imparare da lui, non solo dal grande scrittore, ma da un uomo profondamente umano".

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