La visita in carcere ai due americani, presunti assassino l'uno e complice l'altro, del carabiniere Mario Cerciello Rega da parte del deputato del PD, Ivan Scalfarotto, ha scatenato una ridda di insulti e critiche. Soprattutto sui social, in seguito al commento del ministro dell'interno Matteo Salvini, ma anche diverse prese di distanza da parte degli stessi colleghi di partito del parlamentare. Tuttavia se tale scelta può essere discussa da un punto di vista dell'opportunità – o sarebbe meglio dire, dal punto di vista comunicativo, in un momento come questo – non può esserlo da un punto di vista né politico, né legale, né tantomeno morale. Il principio chiamato in causa è quello dell'habeas corpus, considerato che effettuare "ispezioni" nelle strutture costrittive del nostro Paese è uno dei compiti spettanti per mandato a un parlamentare della Repubblica, come ha evidenziato lo stesso Scalfarotto ieri su Facebook:

Un’ispezione uguale a quella che ogni parlamentare ha diritto, e secondo me dovere, di compiere in tutte le carceri italiane, anche senza preavviso, perché è previsto dalle nostre leggi che i rappresentanti del popolo verifichino le condizioni in cui lo Stato tratta anche i criminali più efferati. La differenza tra la barbarie e la civiltà sta infatti in un principio che risale al 1200. Si chiama “habeas corpus” e indica che nessuna persona che si trova nella custodia dello Stato può essere punita in alcun modo se non in forza di un giudizio legale. È un principio che in Italia abbiamo custodito gelosamente ed che è profondamente parte della nostra cultura.

L'habeas corpus invocato per il ragazzo bendato

Ma che cos'è e quando risale questo principio dell'habeas corpus a cui si riferisce Scalfarotto per la contestata ispezione in carcere a Regina Coeli, dove sono detenuti i due imputati per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega? Come sostiene il deputato, si tratta di un principio che ha oltre 800 anni di storia alle spalle nel suo complesso. Nel diritto anglosassone, con habeas corpus, si stabilisce "il principio che tutela l'inviolabilità personale, e il conseguente diritto dell'arrestato di conoscere la causa del suo arresto e di vederla convalidata da una decisione del magistrato". Nel nostro vocabolario, per estensione, con l'espressione "habeas corpus" si intende  "il complesso delle norme che garantiscono, nelle Costituzioni dei vari paesi, la libertà personale del cittadino."

Dal punto di vista storico, esso si affermò concretamente in una legge del 1679, l'Habeas corpus act promulgato dal parlamento inglese, che sancì per la prima volta il principio della inviolabilità personale che ancora oggi tutela. Anche se, evidentemente, 340 anni di affermazione legale nei valori democratici a cui anche il nostro Paese aderisce, non sembrano essere bastati agli haters della domenica. O forse, semplicemente, per tutti costoro la democrazia è un peso di cui liberarsi.