Al Bano contro l’AI addestrata con le sue canzoni: “È come un ladro in casa, voglio brevettare la mia voce”

Oltre 232 brani di Al Bano sono stati ritrovati nel dataset LAION-DISCO-12M, un archivio di dati diventato la spina dorsale per l'addestramento dei modelli generativi di musica. Raggiunto telefonicamente, il cantante pugliese ha voluto sottolineare inizialmente come la notizia l'avesse sorpreso, per poi lasciarsi andare a una considerazione: "È incredibile, perché c'è una parte positiva, ovvero che abbiano scelto tante canzoni del mio repertorio. Dall'altra parte, questa cosa mi fa pensare: Ma è possibile che questi possano fare quello che vogliono senza chiedere nulla a nessuno? Come se io entrassi a casa tua, mi piacciono delle cose, me le prendo e me le porto via. Non è giusto".
Al Bano sull'AI addestrata con i suoi brani: "Non ho mai pensato che potesse creare nuove canzoni nel mio stile"
Tra i nodi della questione non c'è solo l'addestramento dei modelli generativi, che avrebbero utilizzato, senza consenso, i suoi brani. C'è anche la possibilità che non venisse solo replicata la sua grande estensione vocale o la struttura armonica dei suoi brani, ma anche l'uso del suo timbro: "Non ho mai pensato che questa tecnologia potesse usare non solo le mie canzoni, ma ne potesse fare di nuove nel mio stile". In questo senso, l'autore di Cellino San Marco ha dichiarato a Fanpage che cercherà delle soluzioni che tutelino la propria qualità vocale.
Come brevettare la propria voce e la possibilità di un fingerprint audio personale
Proprio negli scorsi giorni, l'avvocato Ferdinando Tozzi aveva sottolineato come esistessero più chiavi in merito. Partendo dalla possibilità di inserire nel proprio contratto l'opt-out, ovvero la riserva esplicita dei diritti e il divieto di utilizzare le proprie prestazioni per l'addestramento o per attività legate all'intelligenza artificiale. Ma anche la possibilità, come avvenuto per Giusy Ferreri negli scorsi mesi, di brevettare la propria voce: "Ci sarebbe la possibilità di avere un fingerprint audio personale così che chiunque la manipolerà lascerà delle tracce che i software specializzati potranno far emergere. Parliamo di tecnologie che esistono già su altri fronti: oggi le registrazioni fonografiche ufficiali sono contrassegnate dal codice ISRC. Questo funziona esattamente come un microchip sottocutaneo".
Al Bano: "Voglio brevettare la mia qualità vocale"
In questo senso, Al Bano sembra voler indirizzare la sua attività in quella direzione, svelando di aver già parlato "con chi di dovere" per il brevetto: "Quella di brevettare la propria voce è una bella tematica. Proprio alcuni giorni fa, ho parlato con chi di dovere per brevettare la mia qualità vocale". Il cantante di "Felicità" sottolinea anche che, a dispetto di ciò che viene descritto, c'è stata una reazione da parte degli artisti: "La reazione degli artisti c'è. È come vedere un ladro, in casa tua, che ruba e si prende tutto il bello che c'è e ne fa l'uso che vuole. Non è giusto".
Al Bano: "Sono contrario a questa tecnologia, ma non possiamo fermare il progresso"
Una reazione veemente che affonda il colpo anche sul tema dell’originalità. "La musica è bella perché le stesse sette note sono state utilizzate in modo completamente diverso da Vivaldi, Rossini e da tanti altri compositori. Sono state trasformate da questi geni, da questi straordinari innovatori del linguaggio musicale. E vale anche per la musica leggera italiana: basti pensare al lavoro di Adriano Celentano. È incredibile come, attraverso la potenza e la versatilità di sole sette note, possano nascere sapori, atmosfere ed emozioni così differenti". La chiosa finale è dedicata al suo rapporto con la tecnologia, in un tono insieme disincantato, ironico e quasi arrendevole di fronte all’inevitabilità del progresso: "Io resto contrario a questa tecnologia e credo che si debba correre ai ripari per salvaguardare la nostra unicità, quella di ogni artista. Però non possiamo fermare il progresso. Del resto, siamo arrivati perfino a rompere i cogl***ni alla Luna…" (ride, n.d.r.).