Incidente mortale sul lavoro a Orcenico di Zoppola, in provincia di Udine. Denis Borean, 43enne residente a Casarsa della Delizia, titolare della Mide, azienda specializzata nella lavorazione delle lamiere, è morto dopo essere precipitato da otto metri d'altezza dal tetto del capannone dello stabilimento mentre effettuava un controllo. Gli operai stavano procedendo ai lavori di manutenzione della copertura del deposito che intendeva acquistare. L’uomo era infatti salito sul tetto per vedere come stavano procedendo, quando una parte della copertura ha ceduto, facendolo precipitare. Il titolare è dapprima finito sopra un condizionatore, poi precipitato sul pavimento. Pare fosse cosciente quando sono arrivati i soccorsi, allertati immediatamente dai colleghi di lavoro: l’ambulanza e l’elicottero del 118, i carabinieri di Fiume Veneto, i vigili del fuoco di Pordenone. Borean è stato portato subito in elicottero all’ospedale di Udine, dove è arrivato in gravissime condizioni. Trasferito d’urgenza in sala operatoria, è andato in arresto cardiaco. I medici si sono prodigati nelle manovre di rianimazione per un’ora, ma non c’è stato nulla da fare. Intorno alle 18.30 è stato constatato il decesso.

Denis Borean lascia la moglie e tre figli. “Una persona squisita, seria, un ragazzo d’oro – lo ha ricordato Ermes Spagnol, dirigente sportivo casarsese al Messaggero Veneto–, benvoluto da tutti. Era un’ala destra. Un bel giocatore, rapido. Ho appena saputo quello che è successo e sono ancora agitato. È un dramma”. Prima di dedicarsi alla sua azienda, l’imprenditore aveva giocato a calcio nelle file della Sas Casarsa ed era stato dirigente dell’Orcenico Superiore calcio per due anni e poi sponsor della società. “Ha rilevato l’Odas da don Antonio Buso e ha rifondato la società come Orcenico Superiore – ha ricordato l’amico Stefano Santin, all’epoca direttore sportivo –. Insieme abbiamo raccolto questa sfida. Denis era estroverso, pieno di vita, voleva sempre costruire qualcosa in più. Lo ha dimostrato con la sua azienda, con la squadra di calcio, nell’impegno per il sociale. Lo ha fatto per i ragazzi, quando ha visto che il don non ce la faceva più”.