La verità di Santino Di Matteo sulla strage di Capaci

In questa prima puntata di Confidential, il programma di inchiesta e approfondimento di Fanpage.it, esploriamo una delle ferite più profonde della storia repubblicana italiana: la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Per decenni abbiamo creduto di sapere tutto, ma a guidarci in questa inchiesta è una testimonianza d'eccezione: quella di Santino Di Matteo, ex boss e reggente della famiglia mafiosa di Altofonte, nonché uno degli organizzatori materiali dell'attentato. Oggi collaboratore di giustizia, Di Matteo è noto anche per una tragedia inimmaginabile: il rapimento e l'omicidio del figlio undicenne Giuseppe, ucciso e sciolto nell'acido su ordine del boss Giovanni Brusca.
In questa puntata, scoprirete i retroscena più oscuri della Cupola di Cosa Nostra, che pianificava le stragi e decideva le sorti del Paese riunendosi proprio a casa di Santino Di Matteo. Analizzeremo i preparativi logistici e agghiaccianti dell'attentato: dalle prove su strada dell'esplosivo, all'uso di speciali flash fotografici, probabilmente procurati dall'ignaro fotografo di Capaci, Antonio Vassallo. Insieme alla giornalista Giorgia Venturini e alla dottoressa in scienze investigative Marta Casà, affronteremo soprattutto gli inquietanti "buchi neri" di Capaci: perché l'omicidio di Giovanni Falcone che doveva inizialmente avvenire a Roma, fu infine pianificato in Sicilia? Da dove proveniva l'esplosivo militare Semtex utilizzato per realizzare la strage? E qual era il reale ruolo dei servizi segreti e di figure legate all'estrema destra, come l'artificiere Pietro Rampulla? Un viaggio per capire che dietro l'attacco al cuore dello Stato c'è ancora molto più di quanto sia stato raccontato finora.