Il martirio di Giuseppe Di Matteo e Giovanni Brusca oggi libero: sulle tracce del boss a San Giuseppe Jato

La tragica storia del piccolo Giuseppe Di Matteo e il viaggio di Confidential a caccia di Giovanni Brusca, il boss stragista oggi uomo libero.
A cura di Redazione
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Nella seconda puntata di Confidential, il programma di approfondimento e inchiesta di Fanpage.it, riannodiamo le fila del racconto partendo dalle conseguenze della strage di Capaci. Al centro dell'episodio c'è una delle vicende più atroci della storia di Cosa Nostra: il rapimento e l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Giuseppe aveva solo 11 anni quando venne rapito da uomini travestiti da poliziotti. Il movente era una spietata vendetta trasversale per costringere suo padre, Santino Di Matteo (uno degli organizzatori dell'attentato a Giovanni Falcone), a ritrattare la sua collaborazione con la giustizia. Dopo 779 giorni di prigionia in condizioni disumane, il bambino venne strangolato e sciolto nell'acido su ordine del boss Giovanni Brusca.

Attraverso la voce di Santino Di Matteo, che arrivò persino a fuggire dal programma di protezione per tentare disperatamente e invano di salvare il figlio, e la testimonianza del magistrato Alfonso Sabella che coordinò le indagini sul sequestro del piccolo Giuseppe e l'arresto del boss Giovanni Brusca, ricostruiremo quei drammatici giorni. Scopriremo come Brusca, amico intimo di Santino e un tempo frequentatore di casa Di Matteo, non abbia avuto alcuna pietà nel condannare a morte il ragazzino. Ma la nostra inchiesta non si ferma al passato. I giornalisti di Confidential si sono recati a San Giuseppe Jato, il paese dell'ex boss Giovanni Brusca, oggi tornato a essere un uomo libero dopo aver scontato la sua pena. Nel paese, i nostri inviati si sono scontrati con un inquietante alone di rispetto per l'ex boss stragista, portando alla luce i sospetti sui patrimoni milionari che la famiglia Brusca gestirebbe ancora oggi attraverso attività ricettive e commerciali. Un viaggio nell'orrore mafioso, contrastato solo dalla speranza rappresentata dall'emittente Telejato di Pino Maniaci.

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