Matteo Salvini e Alfonso Bonafede sono indagati per la vicenda legata alla consegna alle autorità italiane di Cesare Battisti dopo il suo arrivo dalla Bolivia. Ma i pm chiedono l’archiviazione del caso per mancanza di dolo. Ora il fascicolo verrà valutato dal Tribunale dei ministri che potrebbe, però, anche ribaltare la richiesta dei magistrati. La notizia è stata riportata questa mattina dal Giornale, in un pezzo nel quale spiega come si sia arrivati alla richiesta dei pm. La vicenda è quella riguardante l’arresto di Cesare Battisti e il suo arrivo in Italia, partendo dalla Bolivia. Battisti è stato ‘accolto’ a Ciampino da Salvini e Bonafede in pompa magna. Con una vera e propria passerella a cui ha fatto seguito anche un video celebrativo pubblicato dal ministro della Giustizia. Filmato in cui si vede anche la consegna di Battisti alle autorità italiane.

Salvini e Bonafede sono a conoscenza dell’indagine da almeno una settimana, secondo quanto riporta il Giornale. L’indagine nasce da una denuncia presentata a loro carico. Così la procura di Roma ha aperto un fascicolo e ha poi presentato domanda di archiviazione trasmettendola al Tribunale dei ministri. Che potrebbe anche respingerla, proprio come avvenuto nel caso della nave Diciotti, con la richiesta del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ribaltata dal Tribunale dei ministri. La domanda che si pone il Giornale riguarda anche la decisione di Salvini e Bonafede di non parlare di questa vicenda e di non mettere al corrente gli elettori dell’indagine. Inoltre, ci si chiede se il presidente dl Consiglio, Giuseppe Conte, e il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ne sappiano qualcosa o meno.

L’accusa a Salvini e Bonafede

Secondo l’accusa della procura, i due ministri avrebbero violato la legge per la mancata adozione delle opportune cautele previste dall’ordinamento a protezione delle persone in arresto. Una difesa contro la curiosità del pubblico e contro ogni pubblicità, secondo quanto previsto dalla legge. Per quanto riguarda l’accusa nei confronti del ministro della Giustizia, il problema sarebbe proprio quel video celebrativo pubblicato da Bonafede sui social in cui Battisti viene esibito come una sorta di trofeo. I magistrati romani, però, ritengono che il fatto non costituisce reato. Per due motivazioni: non ci sarebbe dolo né una situazione di vantaggio patrimoniale. Starà al Tribunale dei ministri decidere se accogliere la richiesta di archiviazione o ribaltarla.