“Per me Cesare non ha ammazzato nessuno. Non è colpevole, bensì una vittima. I processi furono in contumacia”. Nonostante la condanna all’ergastolo per la riconosciuta partecipazione a quattro omicidi, Cesare Battisti viene difeso a spada tratta dal fratello maggiore, Vincenzo. L’ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) è stato catturato in Bolivia due giorni fa dopo essere fuggito dal Brasile, per poi essere estradato in Italia nella mattinata di ieri.

Ad attenderlo all’aeroporto di Ciampino c’erano il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con indosso il giubbotto della polizia. E proprio contro il leader della Lega si scaglia Vincenzo Battisti. “Salvini è un fascista – ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Il Messaggero – Andasse ad arrestare i suoi amici in Brasile”. “Se mio fratello parlasse, farebbe crollare la politica. Non hanno mai voluto che parlasse perché sono tutti compromessi – ha aggiunto – Quello che mi dà più fastidio è che hanno sempre rotto a mio fratello, mentre i fascisti che hanno ammazzo e stanno in Brasile nessuno li cerca”.

L'arresto? “Un'ingiustizia, lo stanno accusando di quello che non ha commesso. Torreggiani, ad esempio, prima ha detto che Cesare non c'era, poi ha cambiato versione" dice Vincenzo Battisti, sottolineando che nominerà un legale e starà vicino a Cesare Dopo l’estradizione in Italia, il 64enne di Cisterna di Latina è stato trasferito nel carcere di Oristano. La prigione è stata preferita a quella di Rebibbia per ragioni di sicurezza. Mio fratello – ribadisce Vincenzo Battisti – è stato tirato in ballo in contumacia dai pentiti. Mi ha giurato che non ha mai ammazzato nessuno, non si è mai potuto difendere, ma tutti hanno scaricato su di lui per salvarsi".