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2 Marzo 2011
10:25

Yara conosceva il suo assassino, forse il suo DNA sotto le unghie

Si attendono ancora i risultati dell’esame autoptico. Le convinzioni degli investigatori potranno essere confermate o smentite solo quando verranno ufficializzati.
A cura di danila mancini
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I risultati dell'esame autoptico saranno resi noti solo fra qualche giorno e, nell'attesa, si cerca di ricostruire quanto successo quel maledetto 26 novembre, giorno della scomparsa di Yara Gambirasio. Secondo quanto sostenuto dagli investigatori, il tutto sarebbe avvenuto in quel campo di Ponte san Pietro a Chignolo dell'Isola: prima aggredita e poi abbandonata in un orario (approssimativamente tra le 19 e l2 20) coincidente con il quarto d'ora di macchina, che separa Brembate da Chignolo. Probabilmente l'assassino sapeva che la discoteca "Sabbie Mobili", in via Bedeschi, era ancora chiusa e che gli operai avevano già lasciato i capannoni. Non pare, dunque, più in discussione il fatto che Yara sia stata uccisa e poi ritrovata, dopo tre mesi, in quel campo.

Un'altra convinzione investigativa è che Yara conosceva il suo assassino, una persona di cui si fidava, che forse l'ha aggredita nell'auto e dalla quale la ragazzina ha cercato di difendersi con tutte le sue forze. Le possibili ricostruzioni di quanto accaduto quel maledetto 26 novembre, dovranno ovviamente essere confermate dai risultati dell'autopsia sul corpo di Yara Gambirasio.

In particolare, tra gli esami effettuati sono previsti due tamponi: uno sulle parti intime, l'altro sotto le unghie. Si tratta di esami fondamentali, che potrebbero permettere agli inquirenti di acciuffare finalmente il mostro di Brembate. La violenza sessuale non può essere assolutamente esclusa: i leggings, infatti,  potrebbero essere stati rimessi al loro posto ed, inoltre, compare anche un taglio sugli slip.

E ancora: quei graffi, quelle echimosi sul suo corpo, che sembra vogliano indicare una lotta con l'assassino, terminata in chissà quale modo è ancora tutto da accertare. Yara forse è stata colpita con un arma da taglio, a confermarlo solo il microscopio, che dovrà individuare eventuali scalfitture sulle ossa. Anche il soffocamento come probabile causa della morte, non è stata esclusa.

Chi ha ucciso Yara?

"I pregiudicati per reati sessuali sono i primi che abbiamo controllato ed escluso, e ne abbiamo ben più di una decina in banca dati" queste le parole di un investigatore. Con ogni probabilità a Brembate non si cerca un maniaco ma una "persona del giro di Yara", qualcuno che non avrebbe saputo gestire un rifiuto dalla ragazzina, qualcuno forse rintracciabile da quel cellulare portato via con sé. Gli unici oggetti sono la sim e l'Ipod trovati accanto al corpo.

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