Alcuni familiari di Viviana Parisi nella giornata di ieri si sono presentati in Procura a Patti (Messina) per chiedere di visionare la foto della donna trovata morta nei boschi di Caronia ormai più di una settimana fa. Tra loro c’era il marito della dj 43enne, Daniele Mondello, che chiede se sia sicuro che quella donna trovata cadavere sia la moglie. Si è presentato dal procuratore Angelo Vittorio Cavallo anche il padre di Viviana, Luigino Parisi. La loro richiesta di visionare la foto è stata però negata. Il procuratore ha spiegato ai familiari che non ci sono dubbi sull'identità della vittima. "I genitori – ha detto l'avvocato Pietro Venuti – avevano dei dubbi addirittura sul fatto che si potesse trattare di Viviana e volevano visionare delle foto del cadavere. Gli è stato spiegato che, dai riscontri, in particolare la fede e i vestiti, erano sicuri si trattasse di Viviana e che non era il caso e non era possibile visionare le foto. Tuttavia hanno permesso ai genitori di fare delle ricerche autonomamente". L'avvocato ha aggiunto che la famiglia Mondello "presto nominerà un consulente di parte per verificare dinamica e danni dell'incidente stradale avuto da Viviana Parisi".

Non si fermano le ricerche di Gioele Mondello

Daniele Mondello, Luigino Parisi e il suocero di Viviana ieri hanno parlato a lungo con il procuratore Cavallo chiedendo di non fermare le ricerche del piccolo Gioele, che ancora non si trova. Nella zona del ritrovamento del corpo della madre Viviana ci sono decine di uomini e cani molecolari, le forze di polizia stanno perlustrando anche ruderi e casolari abbandonati, ma per ora le ricerche non hanno portato a nulla. Le attività di ricerca partite dalla zona in cui è stato ritrovato il corpo di Viviana Parisi si estendono in un'area estesa pari a circa 500 ettari.

Il testimone del giallo di Viviana Parisi e Gioele

Intanto, giorni dopo l’incidente avvenuto a Viviana Parisi e al figlio Gioele, un testimone si è presentato in Procura. E ha detto che il bambino era vivo dopo l’incidente in galleria, in braccio alla madre, in posizione verticale e senza alcuna ferita. Secondo il testimone, il bambino di 4 anni aveva gli occhi ben aperti, e la mamma "un atteggiamento protettivo" nei suoi confronti. Dopo l’incidente del 3 agosto scorso all’interno di una galleria sulla Messina-Palermo il turista avrebbe visto scendere dall’auto la deejay con il piccolo Gioele e seguendola con lo sguardo avrebbe visto la donna scavalcare il guardrail e dirigersi verso la montagna. “La donna non correva, camminava con passo veloce, ma non sembrava per niente turbata. Ho cercato di seguirla, ma poi ho desistito perché si era formata una coda per l’incidente e stavano per arrivare i soccorsi”, le parole del testimone riportate oggi dal Corriere della Sera. A parlare con la procura sono stati "testimoni che erano in vacanza in Sicilia e poi sono rientrati al Nord". All'inizio, secondo quanto ha spiegato il procuratore, "avevano dei dubbi se fossero proprio loro, ma quando è stata diffusa la loro descrizione hanno capito che era quello l'incidente e si sono presentati". Appare a questo punto da escludere dunque l’ipotesi che la dj, che da Torino si era trasferita a Venetico, in provincia di Messina, si sia suicidata dopo la morte del figlio nell’incidente stradale.