Le famiglie mafiose  che da anni imperversano in zona sembrano aver esteso le loro mani su qualsiasi attività lecita contaminando ogni aspetto della vita sociale ed economica di Vittoria e dintorni, nel Ragusano. È quello che viene fuori da una inchiesta del Tribunale di Caltanissetta che nelle scorse ore ha portato al sequestro preventivo di società e beni nobili e immobili per svariate decine di milioni di euro. Tra questi ultimi nel mirino della magistratura è finito addirittura l'edificio che ospita il commissariato di Polizia di Vittoria posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza su ordine dei pm perché ritenuto in parte proprietà della famiglia mafiosa Luca di Gela. Nel dettaglio, per la Procura siciliana il 50 per cento dell'immobile sarebbe di Rocco Luca, figlio di Salvatore, finito in carcere assieme allo zio con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Malavitosi sarebbero subentrati dopo che lo stesso Tribunale aveva messo all'asta parte dell'immobile

Per questo almeno metà dell'affitto da 105 mila euro che il Ministero dell'Interno ogni anno paga ai proprietari sarebbe finito nelle mani della criminalità organizzata. Una notizia grave che arriva mentre il paese è ancora sotto shock per la morte i due cuginetti uccisi da un suv con a bordo proprio alcuni rampolli dei boss locali. Il sequestro, come quello degli altri beni,  proprio per evitare che i proventi di attività lecite andassero ad arricchire i forzieri delle famiglie mafiose e dunque "aggravare o protrarre le conseguenze del  reato di associazione mafiosa o consentire la commissione di nuovi reati".

"Da mesi stiamo cercando un'altra sede per ragioni funzionali. Abbiamo avviato un'interlocuzione prima con l'amministrazione del Comune di Vittoria, poi sciolta per mafia, poi con i commissari straordinari. Adesso, con la notizia del sequestro, è chiaro che questo percorso ha subito un'accelerazione", ha spiegato il questore di Ragusa, Salvatore La Rosa, sottolineando: "L'importante è distinguere la proprietà del bene, con la nostra attività. Siamo due mondi lontanissimi. Il commissariato è lì dal '95-'96, Luca è subentrato nel 2012, sono certo che il Viminale non aveva nessun elemento nei confronti dei nuovi proprietari".