Anna Tuzzato morta a Bruxelles, rogo partito dalla sigaretta della padrona di casa: “Sistemi antincendio assenti”

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Anna Tuzzato è morta nell’incendio che nel 2023 ha avvolto la palazzina di Bruxelles dove viveva in affitto da qualche mese. A generare il rogo, come è emerso durante il processo, è stata la sigaretta lasciata accesa dalla proprietaria dello stabile. Nel palazzo non vi erano i necessari sistemi antincendio.

Anna Tuzzato è morta a Bruxelles il 10 giugno 2023, nell'appartamento dove si era trasferita da poco per lavorare con una Ong che si occupa di agricoltura. A innescare l'incendio  che è costato la vita alla 29enne, è stata la sigaretta dimenticata accesa dalla proprietaria della palazzina, non agibile e inadatta a ospitare degli affittuari. Questo è quanto emerge dal processo, concluso nel febbraio del 2025: la donna, con problemi di alcolismo, è stata accusata di omicidio colposo. La 50enne inglese si era addormentata vicino a una tenda, stringendo una sigaretta fumante tra le dita.

Dopo il rogo, gli inquirenti hanno scoperto l'assenza di sistemi antincendio, il mancato rispetto delle norme e l'inagibilità dello stabile, non autorizzato ad ospitare affittuari. A svegliare la 29enne italiana, la sera dell'incendio, erano stati i boati e il fumo che si era infilato sotto le porte. Anna era uscita sul pianerottolo ed era riuscita a parlare con il vicino di casa. I due avevano realizzato subito, secondo quanto ricostruito in aula, di non poter scendere autonomamente al pianterreno.

L'uomo era riuscito poi a farsi recuperare dai soccorritori sulla terrazza, con la finestra della casa chiusa alle spalle. La 29enne però non aveva avuto la stessa fortuna, e senza un modo per uscire, aveva provato a sporgersi dalla finestra per tentare un salto. Purtroppo però, anche quel gesto disperato sarebbe stato impossibile e così Anna è deceduta poco dopo, intossicata dai fumi del rogo.

La 50enne è stata condannata a un anno e mezzo per omicidio colposo, anche se la pena è rimasta sospesa con l'affido ai lavori socialmente utili. Alla famiglia Tuzzato, invece, è spettato un risarcimento. "Accettare quanto successo è impossibile – ha sottolineato la mamma ai media -. Abbiamo scoperto che se fossero state rispettate le regole di sicurezza tutto si sarebbe potuto evitare, ci ha fatto male. Ma rabbia e rancori non aiutano, abbiamo cercato di accettare e di andare avanti. Ci hanno detto che avrebbero reso più rigidi i regolamenti riguardo alla sicurezza delle abitazioni. Prima della tragedia, conoscevamo i colleghi e gli amici di Anna solo per nome, dalle foto o dai racconti. In quei giorni tutte quelle persone ci sono state vicine. E solo così abbiamo capito che quella per lei era diventata una seconda famiglia, che lì era stata felice". La proprietaria dello stabile, poi, ha contattato la famiglia di Anna per chiedere cosa potesse fare in memoria di Anna. "Le abbiamo detto di rivolgersi allo Ifoam Europe, dove nostra figlia lavorava, per fare una donazione o per aiutarli come loro avessero preferito".

"Ci piacerebbe che ad Anna venisse dedicata un'aula studio nel Comune di Fiesso,  sarebbe un luogo di comunicazione, di studio, di incontro, di fratellanza, di cultura. Tutto ciò in cui credeva nostra figlia".

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