In venti anni – nel periodo in cui ha lavorato come dipendente nella ditta orafa Dibi di Cassola (Vicenza) – un operaio avrebbe prelevato metallo prezioso, in particolare oro, per oltre un milione di euro. E solo dopo tutto questo tempo l’operaio – che sottraendo granellino dopo granellino evidentemente si era costruito una fortuna – è stato denunciato dai Carabinieri di Bassano del Grappa per furto aggravato dal mezzo fraudolento. A far scattare le indagini è stato il proprietario dell’azienda, che inizialmente – stando alla ricostruzione dei quotidiani locali – non sospettava dei suoi dipendenti ma dei macchinari. L’imprenditore ipotizzava insomma una lavorazione non efficiente dell’oro che portava a perderne parte durante i processi produttivi. Così ha provveduto a una riorganizzazione delle macchine ma dato che i conti non tornavano e il mistero degli ammanchi era ormai diventato un chiodo fisso ha deciso di rivolgersi ai carabinieri che hanno avviato le indagini e alla fine sono riuscire smascherare il presunto responsabile.

Sostituiva una parte dell'oro con l'argento – L’operaio “infedele” è stato bloccato all’uscita dell’azienda della provincia di Vicenza e trovato in possesso di un "lingottino" d’oro dal peso di circa 150 grammi. Ma non era il solo che possedeva: una successiva perquisizione nella sua abitazione ha infatti permesso di ritrovare ulteriore oro per un valore di circa 80mila euro. Si è così scoperto che il dipendente, addetto alla fusione dell’oro, ne sottraeva una parte sostituendola con dell’argento prelevato sempre dalla stessa ditta. Nella perquisizione a casa i militari hanno trovato, oltre all’oro, anche una carabina calibro 22 alterata poiché provvista di silenziatore. Per questo motivo l’operaio è stato denunciato per furto aggravato dal mezzo fraudolento e anche per la detenzione di arma alterata.