"Sicuramente dal 4 maggio ci sarà una progressiva ripartenza e riapertura. L'Italia si è ammalata e per guarire e per essere certi che non ci siano ricadute dovrà fare le cose in maniera progressiva". Queste le parole di Pierpaolo Sileri, viceministro alla Salute, ai microfoni di Rai Radio1 all'interno di In Viva Voce condotto da Ilaria Sotis e Claudio De Tommasi in merito a quella che sarà la Fase 2. Un commento sul tema delle mascherine: "Credo che debbano essere distribuite dallo Stato. Meglio ancora quelle che possono essere riutilizzate e lavate a 60 gradi. Il prezzo deve essere fissato. Ci deve essere un tetto massimo. Non si può andare a pagare una mascherina 10 volte tanto".

Sileri ha parlato anche della riapertura del campionato di calcio di Serie A, tema molto caldo. "Il numero dei contagi scende, come quello in terapia intensiva. L'opera di contenimento sta avendo l'effetto desiderato. Pensiamo alla fase 2. Bisognerà sempre tenere la distanza sociale. Lo sport individuale si potrà praticare anche a livello amatoriale, ma non più di 40 minuti". “Il problema sono gli sport di gruppo perché tornare alla normalità dipenderà soprattutto dai focolai che si osserveranno nelle prossime settimane. Serve una posizione scientifica sul calcio, gli stadi non possono riaprire al pubblico. È verosimile far ripartire il calcio a porte chiuse, ma da medico dico che potrebbe esserci comunque qualche problema". Ha detto il viceministro per la Salute a Radio Kiss Kiss. Per quanto riguarda gli stadi, “invece, è un problema relativo perché se non ci sono i tifosi non ci sarebbero rischi da questo punto di vista. Dove giochi giochi, va bene uguale” ha aggiunto Sileri.