Due persone sono state arrestate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia  per l'omicidio di Joseph Fedele, il cittadino francese di origini italiane di 67 anni il cui cadavere era stato ritrovato lo scorso 22 ottobre in un fossato a Calvo, frazione di Ventimiglia, almeno 3 settimane dopo la morte. Ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Si tratta di Domenico Pellegrino, 27 anni, e Girolamo Condoluci, 44, domiciliati nel comprensorio di Bordighera. Il primo è considerato autore dell'omicidio, il secondo è accusato di favoreggiamento.

Chi è il presunto killer

Domenico è figlio di Giovanni Pellegrino, condannato assieme ai fratelli Roberto e Maurizio in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso lo scorso 21 gennaio nel processo La Svolta. A lui, incensurato, è contestata l’aggravante mafiosa, proprio per il modo in cui ha ucciso Fedele: è stata un’esecuzione. Per questa ragione l’indagine è coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Genova. Per l’omicidio di Fedele si era pensato ad un movente legato allo spaccio di droga, ma ora emerge che l’uomo potrebbe essere stato ucciso per questioni personali.

Le indagini sull'omicidio di Joseph Fedele

Decisivo per l’evoluzione delle indagini è stata l'identificazione di un mezzo utilizzato il giorno dell’omicidio da Pellegrino e Condoluci. I successivi accertamenti hanno consentito di acquisire gli elementi di responsabilità a carico degli indagati che hanno portato all’emissione del provvedimento cautelare. Tant'è che il killer alla fine, sentendosi braccato, alla fine ha deciso di presentarsi di propria spontanea volontà dagli inquirenti e costituirsi.