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Modena, va in caserma col cadavere della moglie in auto: “L’ho uccisa”. La donna aveva una cintura al collo

Choc a Modena. Ieri notte un uomo avrebbe ucciso la compagna 41enne per poi presentarsi davanti alla caserma dei carabinieri con la donna morta in auto, probabilmente strangolata. Quindi si sarebbe costituito. Stando a quanto emerso tra i due da oltre un anno era in corso una battaglia legale per l’affidamento dei figli minori. La vittima è una 41enne di origini russe.
A cura di Biagio Chiariello
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Un femminicidio, nella notte fra il 10 e l'11 giugno, a Modena. Un uomo di 48 anni – Andrea Paltrinieri il suo nome – si è presentato al comando dei carabinieri, nella caserma di Via Pico della Mirandola, con il cadavere della moglie, una donna di 41 anni italiana di origini russe, nel furgone col quale era arrivato. Si è immediatamente costituito rivelando di essere il responsabile: "L'ho uccisa io".

L’uomo si è presentato ai Carabinieri e ha raccontato del femminicidio

Trattenuto dalla forze dell'ordine, è stato sottoposto ad interrogatorio. Il corpo della donna, madre di due bambini di 2 e 3 anni, era rannicchiato all'interno del bagagliaio del veicolo: aveva il capo coperto da un sacchetto nero di plastica stretto al collo con un filo elettrico plastificato. Rimosso il sacchetto, è stata trovata una cintura stretta al collo.

La procura sottolinea che è stato il personale specializzato dell'Arma ad aprire il veicolo, parcheggiato all'esterno della struttura militare, "con modalità idonee a non compromettere le fonti di prova", e a fare la drammatica scoperta.

L'uomo è stato arrestato sulla base delle fonti di prova acquisite e accompagnato in carcere al Sant'Anna su disposizione del magistrato, in attesa della udienza di convalida. Poco dopo sono arrivati sul posto il PM di turno e il medico legale.

La battaglia legale per l'affidamento dei figli minori

Dalle primi indagini, è emerso che la vittima aveva avviato dinanzi all'autorità giudiziaria di Innsbruck (in Austria) una procedura per la regolamentazione dell'affidamento prevalente dei due figli minori e l'esercizio del diritto di visita. E nel maggio dello scorso anno il giudice aveva dato ragione alla donna e i figli erano stati affidati a lei.

Decisione che l'uomo non aveva accettato, facendo ricorso con separazione giudiziale. Ma le autorità erano rimaste sulla sentenza del tribunale austriaco. Lo scorso febbraio la 41enne aveva poi presentato istanza al tribunale di Innsbruck per ottenere l'affidamento esclusivo dei due bambini.

I due erano sposati da cinque anni e pare che la donna fosse tornata a Modena proprio con l'intenzione di riprendersi i figli e riportarli a casa, all'estero.

Solo poco più di una settimana fa, un altro femminicidio si è consumato a Vigonza, in Veneto, dove è morta Giada Zanola, precipitata da un cavalcavia: sarebbe stato il compagno a farla cadere. L'uomo di 39 anni, camionista, è in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato.

Il sindaco di Modena: "Ennesimo caso di un uomo che non è riuscito ad accettare la fine del rapporto"

"Non potremmo mai definirci un Paese davvero civile, libero e sicuro se continueremo ad assistere, continuamente, a femminicidi", così Massimo Mezzetti, neo eletto sindaco di Modena, dopo l'ultimo femminicidio. "Un fatto che lascia sgomenti e senza parole – prosegue -. Un uomo ha ucciso la sua ex moglie, ha caricato il suo cadavere sul furgone e si è consegnato ai Carabinieri. L'ennesimo caso di un uomo che non è riuscito ad accettare la fine del rapporto e ha deciso quindi di uccidere". "Un gesto orribile e gravissimo – continua ancora il primo cittadino – , l'ennesimo di questo anno in Italia. Dobbiamo fare di più: tutti. A livello nazionale, regionale e anche comunale. Con i mezzi a disposizione del Comune, faremo la nostra parte. Per agire anche sulla prevenzione, per fare di tutto per sensibilizzare e fare in modo che davvero non accadano piùfatti del genere". Quindi il cordoglio del Comune che "si stringe intorno al dolore dei familiari della donna, a partire dai suoi due figli".

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