Era arrivata in ospedale con gravi ferite da ustioni insieme al fidanzato che aveva parlato di un gesto di autolesionismo ma, dopo essersi svegliata dopo un ricovero urgente nel reparto grandi ustioni, la donna ha dato una versione molto diversa: secondo il suo racconto, infatti, non era un tentativo di suicido ma una vera e propria aggressione ad opera del compagno. È la vicenda di una donna di 53 anni che nei giorni scorsi era stata ricoverata all'ospedale di Padova e immediatamente sedata per evitarle altre sofferenze. Il compagno aveva riferito di averla trovata già avvolta dalle fiamme al collo e al viso e di aver tentato di spegnere le fiamme tanto da essersi persino ustionato le mani. Dopo qualche giorno di ricovero e con lo stabilizzarsi delle sue condizioni, i medici l'hanno risvegliata. Appena ha avuto la possibilità  la donna ha riferito alla polizia che il compagno, al culmine di un litigio, le avrebbe versato addosso del liquido infiammabile dandole fuoco.

Una versione dei fatti decisamente grave che ora ha spinto la procura veneta a iscrivere l'uomo nel registro degli indagati con l'accusa di lesioni.  Sui fatti, che risalgono a domenica scorsa quando la donna è rimasta ustionata nell'appartamento della coppia nel quartiere Arcella, proseguono però le indagini per capire esattamente quanto sia accaduto. A chiamare i soccorsi del 118 quel giorno era stato lo stesso uomo, anche lui di 53 anni, che in effetti prima aveva spento le fiamme. Lui ha riferito di essere rientrato in casa e aver trovato la donna già in quelle condizioni mentre una coinquilina dei due ha detto di non essersi accorta di nulla fino alle urla di auto dell'uomo. Versioni su cui gli inquirenti sin da subito hanno avuto dei dubbi. La donna, che ha riportato ustioni di terzo grado sul 28 per cento del corpo, era stata sedata e no aveva potuto dare la sua versione ma al risveglio, alcuni giorni dopo, ha confermato quei dubbi.