Università di Bari: vietato assumere parenti, tranne mogli e mariti

A cura di A. P.
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La legge nazionale vieta di assumere congiunti dei professori fino al quarto grado, ma il Rettore dell’ateneo pugliese dichiara: “L’interpretazione non è univoca”.

La moglie o il marito sono parenti oppure no? Quella che potrebbe essere una domanda banale invece sta facendo discutere da giorni l'Università di Bari impegnata nel redigere i bandi necessari per l'assunzione di trentuno nuovi professori associati. Il problema è che la legge firmata dall'ex ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini esclude dall'assunzione negli Atenei coloro che abbaino un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata. Una legge nata proprio per eliminare alcune storture emerse in questi anni nelle università, in primis proprio quella di Bari, dove le assunzioni di mogli, figli e parenti più o meno vicini si contavano a decine. Come racconta Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, però, questo passaggio ancora non sembra essere chiaro al Senato accademico secondo il quale la legge non escluderebbe dai concorsi mariti e mogli.

Deciderà il Senato accademico

La legge Gelmini in particolare dice che "in ogni caso, ai procedimenti per la chiamata non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell’ateneo". Per questo anche il presidente del Collegio dei garanti Ugo Villani ha invitato i colleghi a interpretare la legge Gelmini in modo costituzionalmente corretto ricordando che "sarebbe irragionevole il divieto per gli affini entro il quarto grado e non per il coniuge". "Non posso chiamare in dipartimento il cugino di mia moglie, che magari non ho mai visto in vita mia, ma posso chiamare mia moglie. È una situazione assolutamente irragionevole" ha sottolineato Villani in una lettera. Il rettore del'università di Bari, Antonio Uricchio, però ancora non sembra convinto. "Quella del Collegio dei garanti non è una interpretazione univoca" ha ricordato Uricchio che ha convocato il Senato accademico per dirimere la questione.

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