Nadia De Munari, la volontaria laica italiana dell'Operazione Mato Grosso morta in Perù, è stata uccisa a colpi di machete: la cinquantenne, originaria di Schio (Vicenza), aveva dedicato la sua vita all'aiuto dei più bisognosi e viveva da anni a Nuevo Chimbote, dove era responsabile del centro "Mamma mia" realizzato da padre Ugo De Censi e dove si occupava prevalentemente della formazione delle insegnanti del posto. Stando a quanto accertato finora la donna è stata colpita nel sonno: insieme a lei in casa c'erano altre donne, ma nessuna di loro ha sentito niente perché si trovavano in un'altra ala. Solo diverse dopo, notando che l'italiana non si era ancora svegliata, hanno trovato De Munari esanime e dato l'allarme ai soccorritori. La cinquantenne era ancora viva, ma versava in gravi condizioni: è stata traportata nell'ospedale più vicino per le prime cure poi trasferita a Lima, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. L'operazione è andata a buon fine, ma successivamente la donna ha subito un arresto cardiaco ed è morta.

L'autore – o gli autori – del delitti non sono ancora stati scoperti. La polizia di Nuevo Chimbote ha interrogato cinque persone che erano nella casa, tra le quali un’altra donna, Lisbet Ramirez Cruz, che è stata aggredita e la cui testimonianza potrebbe risultare determinante. In un primo momento gli inquirenti si sono orientati sul tentativo di rapina finito in tragedia visto che dalla stanza di Nadia è scomparso il telefonino. A mettere in dubbio questa ipotesi, tuttavia, il fatto che non fossero stati toccati i soldi della donna. Quel che appare certo è che l'omicidio sarebbe stato commesso nel cuore della notte, dopo che gli altri volontari e inquilini della casa erano andati a letto. Il regolamento interno stabilisce degli orari: alle 21.30 ci si deve ritirare nelle proprie stanze, mentre la sveglia è fissata alle 6.30 per la preghiera che introduce alla giornata lavorativa. Quella mattina Nadia non si è presentata. I volontari l’hanno cercata al telefonino che suonava a vuoto, sono quindi entrati in casa e hanno capito tutto.