Uccise i genitori per 12mila euro a Fano, Luca Ricci condannato a 30 anni di carcere

È stato condannato a 30 anni di carcereLuca Ricci, il giovane reo confesso dell'omicidio del padre Giuseppe e della madre Luisa nella loro casa di Fano nella notte tra il 23 e il 24 giugno 2024. Lui falegname, lei casalinga, avevano 75 e 70 anni.
Il giorno dopo l'omicidio, Ricci avrebbe dovuto presentare per i genitori 12mila euro al nuovo proprietario di casa. Il denaro sarebbe servito a permettere ai due 70enni di continuare a vivere in affitto in quell'abitazione. Per questo Ricci strangolò la madre, utilizzando il cavo della ricarica del cellulare e prese a martellate il padre. Subito dopo il delitto, mise la casa a soqquadro, simulando una rapina per depistare le indagini.
Ricci è stato condannato a 30 anni anche se l'accusa aveva chiesto per lui l'ergastolo e 6 mesi di isolamento diurno. I giudici hanno invece escluso le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, concesso le attenuanti genetici e considerato invece come aggravanti quella dei futili motivi e del vincolo di parentela.
Il movente era di tipo economico: la casa, come ammesso proprio da Ricci, era stata pignorata per via di alcuni debiti contratti quando era titolare di una ditta per il montaggio dei mobili. La casa dei genitori era a garanzia di un prestito che però non è mai rientrato. Per questo motivo, l'appartamento finì all'asta e il giorno del delitto Ricci avrebbe dovuto corrispondere un affitto per permettere ai familiari di continuare a vivere nell'abitazione.
Al termine dell'udienza, gli avvocati di Luca Ricci, Alfredo Torsani e Luca Gregori, hanno parlato di "una sentenza equilibrata e proporzionata". "La giustizia – hanno sottolineato una volta usciti dal Tribunale – non deve avere il sapore di una vendetta".