Trenitalia nega rimborso da 34 euro: condannata a pagarne 666

A cura di D. F.
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Una donna aveva richiesto il rimborso di 34 euro per due treni soppressi: Trenitalia si era rifiutata, ma è stata condannata a pagare una somma molto più alta.

Il treno che doveva portarla dall'Emilia Romagna alle Marche era stato soppresso non una, ma due volte: per questo una donna di Falconara, in provincia di Ancona, aveva chiesto il rimborso dei biglietti a Trenitalia, ma vedendosi respingere la richiesta si era rivolta a Federconsumatori, che volentieri aveva preso in carico il suo caso. Ebbene, dopo oltre un anno la signora ha avuto la meglio. "Aveva chiesto un rimborso complessivo di 34 euro, ma Trenitalia prima non ha risposto entro 30 giorni come avrebbe dovuto fare, poi le ha negato il rimborso perché ‘la richiesta andava fatta entro 24 ore nella stazione di partenza', ovvero Parma nel primo caso e Bologna nel secondo", racconta Giuseppe Poli, responsabile regionale Trasporti di Federconsumatori.

A febbraio è quindi partito il ricorso ad Art, Autorità di regolazione dei trasporti, che il 10 settembre ha dato ragione alla signora, in primis perche' "Trenitalia non fornisce, nelle stazioni e sui treni, le informazioni obbligatorie per gli utenti sulla possibilità di fare ricorso all'Autorità", e in secondo luogo per "la mancata risposta entro 30 giorni". In merito al primo punto l'azienda "ha tentato di giustificarsi dicendo che stava approntando un piano nazionale di informazioni agli utenti e non voleva, nel frattempo, dare informazioni frammentarie". Motivazioni che non hanno convinto l'autorità, che ha condannato Trenitalia a pagare una multa di 333,33 euro per ciascuna delle due violazioni. In totale 666 euro.

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