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2 Gennaio 2023
16:15

Tre figli morti nell’incendio a Catanzaro, mamma Rita: “Pensavo che il fuoco volesse ucciderci tutti”

Continuano le indagini per appurare cosa abbia provocato l’incendio che ha ucciso tre membri della famiglia Corasoniti a Catanzaro. “Quella notte pensavo che le fiamme ci avrebbero divorato”, racconta mamma Rita, salva insieme al marito e a due dei cinque figli.
A cura di Chiara Ammendola
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Saverio Corasaniti (morto nell’incendio) e la madre Rita Mazzei)
Saverio Corasaniti (morto nell’incendio) e la madre Rita Mazzei)

È una famiglia spezzata quella dei Corasoniti vittima di un drammatico incidente quando lo scorso 22 ottobre un incendio ha ucciso tre fratelli di 22, 14 e 12 anni e ridotto in fin di vita gli altri quattro componenti della famiglia. A perdere la vita sono stati il 22enne Saverio Corasaniti, affetto da autismo, e i più piccoli Mattia Carlo, di 12 anni, e Aldo Pio, 14 anni. Ora, a distanza di più di due mesi, è mamma Rita a ricordare quei drammatici momenti quando le fiamme hanno avvolto l'appartamento di via Caduti 16 Marzo a Catanzaro.

“Quando ho rivisto mia figlia e la mia famiglia ho provato una grande gioia – ha spiegato la donna – ci sono stati momenti in cui credevo che non li avrei più rivisti. Quella notte sembra che il fuoco volesse ucciderci tutti”. Rita Maffei, 41 anni, è rimasta ricoverata in ospedale a Bari per tutto questo tempo, con lei sono finiti in ospedale anche il marito, Vitaliano Corasaniti, 42 anni, e gli altri due figli: una bambina di 10 anni e il fratello di 16. La madre e la figlia sono state trasferite nei centri grandi ustioni di Bari e Napoli e padre e fratello nell'ospedale di Catanzaro.

“La bambina gridava disperata e si voleva buttare di sotto – prosegue la donna nel suo racconto – ho cercato di trattenerla e l’ho abbracciata per difenderla. Sembrava che l’inferno si fosse scatenato su di noi”. Mamma e figlia hanno trovato riparo sul balconcino di casa mentre all'interno le fiamme divoravano ogni cosa.

“Io e mia figlia Zaira necessitiamo di cure mediche continue. Io non riesco più a camminare e devo essere assistita in tutto quel che faccio. Sono invalida – continua mamma Rita che ripercorre i momenti trascorsi in ospedale – passavo le notti a piangere pensando ai miei figli e a quel che era successo. Mi sentivo da sola ma senza di loro non avrei avuto la forza di lottare e di guarire. Per me sono stati come una seconda famiglia e per questo non li dimenticherò mai”.

La procura di Catanzaro ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio e disastro colposo. I rilievi effettuati dai vigili del fuoco insieme con le forze dell'ordine hanno escluso al momento che le fiamme possano essere state innescate da una fuga di gas, ma il pm ha affidato una perizia tecnica ad un consulente esperto in impianti elettrici. La relazione potrebbe chiarire se l'incendio si sia originato da un corto circuito sulla linea elettrica o le cause siano riconducibili ad altro.

L'unica cosa certa per ora è che il rogo si è propagato dal soggiorno, dove si trovavano anche in ricarica i telefoni cellulari dei due coniugi che non sono riusciti a raggiungerli per chiedere aiuto trovandosi dinnanzi un muro di fumo e fiamme. “C'era un fumo intenso in casa – ricorda Rita – li ho chiamati ma senza risposta, non sono riuscita a trovarli”.

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