Sono le 16 dell'8 novembre quando la centrale del 118 di Torino riceve una richiesta di aiuto: dall'altro capo del telefono un uomo del quartiere Savonera di Collegno riferisce di avere serie difficoltà respiratorie e chiede l'intervento di un'ambulanza. Il mezzo, con a bordo il personale addetto alle emergenze, si attiva per dirigersi a sirene spiegate verso la casa del paziente, a cui è stato assegnato un codice giallo e le cui condizioni sono state valutate come "mediamente critiche", con un possibile peggioramento e il potenziale pericolo di vita.

L'ambulanza è in viaggio verso Collegno quando dallo specchietto retrovisore l'autista nota una Porsche Cayenne incollata a pochi metri di distanza con a bordo due persone, una delle quali ha uno smartphone davanti agli occhi puntato sul mezzo di soccorso: il suv segue l'ambulanza senza fare svolte e senza sorpassarla e si ferma solo quando il mezzo arriva a destinazione, sotto l'abitazione del malato: "Dalla macchina, che tra l'altro stava circolando in zona rossa, sono scesi un uomo e una donna – racconta a Fanpage.it la dottoressa Rita Rossi, direttrice del 118 di Torino – e hanno aggredito ed insultato gli infermieri, continuando sempre a filmarli con il cellulare, ostacolandoli nel loro lavoro e sostenendo che l'ambulanza stava circolando a vuoto, con il solo intento di creare panico. Non so se quei due siano stati negazionisti, di certo erano degli imbecilli". Sul posto nel giro di pochi minuti sono intervenuti i carabinieri che li hanno condotti in caserma: i due sarebbero stati denunciati per interruzione di pubblico servizio.

"A febbraio e marzo eravamo eroi nazionale, ora c'è gente che ci odia", commenta ancora Rita Rossi. "Come si può pensare che mandiamo in giro delle ambulanze vuote, e a sirene spiegate, solo per creare panico nella popolazione? La verità è che facciamo fatica a trovare mezzi disponibili a causa dell'emergenza sanitaria e che molto spesso i codici verdi sono per questo costretti ad attendere anche due ore prima di essere assistiti. La scorsa settimana siamo stati molto sotto pressione: abbiamo ricevuto circa 1.100 chiamate al giorno su una media di 700, e purtroppo in molti hanno dovuto attendere a lungo. Non abbiamo davvero bisogno di negazionisti tra i piedi"…