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29 Ottobre 2021
17:18

Terremoto nelle Marche, il presidente dell’Ingv a Fanpage.it: “Potrebbero seguire scosse più forti”

Il territorio marchigiano coinvolto nella scossa di terremoto delle 12.53 di oggi è un’area sismica particolarmente calda, in cui potrebbero verificarsi scosse con magnitudo anche superiore a 4.3. Lo ha dichiarato a Fanpage.it il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni. La ciclicità delle scosse non è prevedibile.
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Il terremoto delle 12.53 di oggi, avente magnitudo 4.3 a Montefelcino, si è verificato in un’area della provincia di Pesaro-Urbino ad alta pericolosità sismica che, tuttavia, non è collegabile a quella interessata dalla sequenza sismica del 2016. È un terremoto originato da una faglia di tipo distensivo, con la particolarità di avere avuto un ipocentro abbastanza profondo (37 km sotto il livello del mare). “La causa della scossa di oggi è legata alla discesa della crosta adriatica sotto l’Appennino”, ha dichiarato a Fanpage.it il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni. Questo movimento avviene ogni anno e coinvolge ogni volta qualche millimetro di litosfera. Per fortuna il terremoto è stato profondo e per questo non ha fatto danni in superficie. “Storicamente sappiamo che l’area marchigiana può essere soggetta a terremoti con magnitudo maggiore di sei”, ha continuato Doglioni. Non esiste una ciclicità regolare ma ci sono dei settori in cui scosse molto forti si possono verificare ogni 100 anni. “I terremoti, purtroppo, non hanno un orologio”, ha concluso il presidente dell’Ingv. Nel 1741, ad esempio, a Fabriano si verificò una scossa di 6.1 e nel 1873 nell’Appennino marchigiano un’altra di magnitudo 5.8.

Solitamente i terremoti appenninici si verificano a 10-15 chilometri di profondità. In questa area in passato ci sono stati terremoti anche più forti di quello di oggi. In particolare, a pochi chilometri di distanza da Montefelcino si sono registrati almeno due terremoti con magnitudo intorno a 5.5, nel 1897 e 1924. Anche secondo il sismologo dell’Ingv Maurizio Pignone, però, non è possibile prevedere con precisione statistica la ciclicità dei terremoti. Dopo la scossa delle 12.53 di oggi, nella stessa zona di Pesaro-Urbino ci son state quattro altre scosse, la più forte delle quali è stata alle 12.56 con magnitudo 2.7. “In quest’area potremmo avere terremoti anche più forti di quello di oggi, ma non succede da molte decine di anni”, dichiara Pignone a Fanpage.it

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