La terra continua a tremare in Albania. Questa mattina alle 9 e 26 una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha interessato la costa albanese settentrionale. L'epicentro è stato individuato nella città di Rade a una profondità di 10 chilometri, nella stessa area del paese interessata sei giorni fa da un violentissimo sisma che ha provocato la morte di 51 persone, ventisei delle quali a Durazzo. Tutte le vittime sono state trovate sotto le macerie di cinque edifici: due alberghi del lungomare sud di Golem, Villa Palma e Miramare, e tre palazzine, in una delle quali i morti sono stati otto.

La sequenza sismica in atto in Albania è stata spiegata dal professor Alessandro Michetti, docente di Geologia dei terremoti all’Università dell’Insubria, specializzato sulla valutazione della pericolosità sismica nella Regione Mediterranea: "I forti terremoti, come quello in Albania, causano delle modifiche dell’ambiente naturale e antropico, lasciando delle ‘impronte' nel territorio. Non possiamo impedire che i terremoti avvengano e siamo ben lontani dal prevedere in modo accurato dove e quando avverranno, ma possiamo studiare le tracce lasciate dai sismi del passato per ricostruire la storia evolutiva di un’area, identificandone le criticità, definendo il potenziale sismogenetico (il massimo terremoto atteso nell’area), fornendo quindi informazioni utili a ridurre il rischio complessivo derivante dagli eventi geologici".

Oltre ai crolli di numerosi edifici, sono stati segnalati alcuni fenomeni di liquefazione causati dal sisma. Il passaggio delle onde sismiche, infatti, genera un aumento della pressione interstiziale nel terreno, fino alla fuoriuscita di acqua e sabbia. Nella zona epicentrale, la presenza di ampi bacini sedimentari caratterizzati da terreni sabbiosi e saturi di acqua, comporta un’elevata suscettibilità a liquefazione. Si tratta di fenomeni normali quando ci sono violenti terremoti, che infatti si sono verificati anche in Pianura Padana in seguito ai sismi del 2012 e nel Centro Italia dopo le scosse del 2016.

Che cos'è la liquefazione del terreno

In seguito a un sisma di magnitudo superiore a 4,2 della scala Richter vi è la possibilità che alcuni terreni sabbiosi e ricchi di acque perdano molto rapidamente resistenza e, comportandosi come un liquido denso, lascino  sprofondare gli edifici e le costruzioni che vi sorgono sopra, contemporaneamente all’espulsione anche violenta di fanghi e sabbie in superficie. Per l'esattezza la liquefazione è lo stato fisico in cui può venire a trovarsi un terreno sabbioso saturo quando la sua resistenza al taglio si riduce drasticamente per effetto dell’incremento e dell’accumulo delle pressioni interstiziali per causa di un sisma. Si tratta di un fenomeno sovente distruttivo e devastante che dipende dalla combinazione di fattori ‘predisponenti’ (natura dei terreni) e fattori ‘scatenanti’ (sisma); in mancanza di uno solo di tali fattori i terreni non arrivano a liquefazione. Nel terremoto in Albania sono stati numerosi gli edifici collassati perché sorgevano su terreni che si sono, per l'appunto, liquefatti.