Dopo settimane di emergenza, finalmente i dati sulle terapie intensive in Italia migliorano. Secondo i dati del monitoraggio quotidiano dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), infatti, le terapie intensive occupate da pazienti positivi al Covid-19 tornano a essere il 30 percento di quelle complessivamente disponibili in Italia, ovvero al limite della cosiddetta soglia critica. Nell’ultimo bollettino Coronavirus diffuso dal ministero della Salute leggiamo che ci sono 2.748 pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva (con 177 nuovi ingressi, ma in diverse regioni l’incremento è pari a zero): il giorno precedente i pazienti ricoverati erano 2.849.

Dati Agenas sulle terapie intensive Covid aggiornate al 27 aprile
in foto: Dati Agenas sulle terapie intensive Covid aggiornate al 27 aprile

Terapie intensive Covid, 7 Regioni superano la soglia critica

Se la percentuale di posti letto di terapia intensiva occupata da pazienti Covid in Italia è pari al 30 percento, ci sono ancora delle regioni che superano questa soglia critica. Si tratta di 7 regioni secondo i dati di Agenas relativi alla giornata del 27 aprile 2021: Emilia Romagna (32 percento), Lazio (34 percento), Lombardia (41 percento), Marche (31 percento), Toscana (41 percento), Piemonte (38 percento) e Puglia (39 percento). Nella rilevazione del 21 aprile scorso, a livello nazionale le terapie intensive Covid erano il 34 percento del totale e ben 12 regioni superavano la soglia del 30 percento.

In Toscana terapie intensive Covid occupate al 41%
in foto: In Toscana terapie intensive Covid occupate al 41%

Meno pazienti Covid nei reparti ordinari

Secondo gli ultimi dati, è invece pari al 32 percento la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari (per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia): resta quindi ben al di sotto della soglia di allerta individuata dal Ministero della Salute, che in questo caso è il 40 percento. Anche questo valore è in calo da alcune settimane e, nelle rilevazioni del 21 aprile era pari al 35 percento.