Non avendo denaro a sufficienza per acquistare droga si era messo a spacciare: fin qui nulla di strano, se non fosse che il protagonista di questa storia non è un pusher qualsiasi, bensì un vicebrigadiere dei carabinieri in servizio alla stazione di Castelnuovo Vomano (Teramo). L'uomo è finito agli arresti domiciliari insieme ai suoi due fornitori. Insieme ai tre finiti in manette sono indagate altre tre persone, tutte accusate di spaccio.

L'operazione che ha portato agli arresti è stata condotta dagli uomini dell'Arma del comando provinciale di Teramo, coordinati dal pubblico ministero Davide Rosati. A far scattare le indagini, nell'agosto 2020, sono stati alcuni atteggiamenti sospetti di un militare della caserma di Castelnuovo Vomano. L'uomo, 51 anni, aveva da tempo adottato comportamenti che hanno fatto pensare ai suoi colleghi che potesse trattarsi di un assuntore abituale di droga. Le successive indagini hanno accertato che il militare oltre farne uso per sé, in realtà era diventato anche uno spacciatore di cocaina, attività che svolgeva non per arricchirsi, bensì per potersi permettere a sua volta le dosi di stupefacente di cui faceva uso. Da quanto accertato il carabiniere si riforniva dagli altre due arrestati, vendendone a sua volta ad altri che ne facevano uso soprattutto nella vallata del Vomano, dove poteva contare su un piccolo gruppo di clienti fidelizzati e molto attenti a non far trapelare il vero lavoro del 51enne, che sapevano essere un carabiniere in servizio.

Le indagini, che ovviamente hanno imbarazzato non poco i colleghi dell'uomo, si sono svolte anche con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Ben presto i sospetto degli inquirenti sono stati confermati: il militare, abituale consumatore di cocaina, ne spacciava a sua volta a una decina di clienti che gli permettevano l’acquisto sistematico di 70-100 grammi di cocaina alla volta da spacciare, con il resto da usare per sé.