Tensione a Prato, sgomberato presidio all’Acca di Carmignano: la protesta per il licenziamento di 95 lavoratori

Mattinata di alta tensione, oggi 3 luglio, davanti allo stabilimento Acca di Seano – frazione del comune di Carmignano (Prato) – azienda di logistica a conduzione cinese al centro di una vertenza per il licenziamento di 95 lavoratori. Il presidio permanente organizzato dal sindacato Sudd Cobas, attivo da circa due settimane, è stato sgomberato all’alba di venerdì 3 luglio da un ingente schieramento di forze dell’ordine.
L’intervento è scattato intorno alle 7 ed è stato eseguito dalla Polizia di Stato con il supporto dei Carabinieri. Il blocco, che impediva l’accesso al magazzino dove risultavano fermi numerosi colli destinati alla spedizione, è stato rimosso in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Prato. Il provvedimento riguarda un’indagine che coinvolge alcuni appartenenti al Sudd Cobas, denunciati da una ventina di imprenditori cinesi per ipotesi di violenza privata. La Digos ha eseguito le operazioni su delega dell’autorità giudiziaria.
Al termine dello sgombero, una decina di manifestanti e sindacalisti sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti di rito. Secondo quanto riferito dal sindacato, i lavoratori sarebbero stati caricati su un pullman della polizia. La tensione, però, non si è esaurita con la rimozione del presidio.
Attorno alle 10.15 si sono registrati nuovi momenti di scontro quando alcuni manifestanti rimasti sul posto hanno tentato di rientrare nell’area del polo logisticol. Ne sono nati tafferugli con le forze dell’ordine, che hanno contenuto il gruppo impedendo nuove occupazioni.
La vertenza nasce, come detto, dall’annuncio del licenziamento di 95 dipendenti, che ha innescato la mobilitazione sindacale e il blocco dell’accesso al magazzino. Nei giorni precedenti circa ottanta imprenditori si erano rivolti alle istituzioni chiedendo lo sblocco della merce ferma nei depositi e interventi urgenti per evitare danni economici alle imprese coinvolte.
Proprio due giorni fa si era aperto un tavolo istituzionale in Provincia, con la partecipazione di enti locali, rappresentanti del sindacato e dell’azienda, nel tentativo di avviare una mediazione e ridurre le tensioni. L’obiettivo dichiarato era quello di garantire la continuità del reddito e favorire la ricollocazione dei lavoratori coinvolti.
Dopo lo sgombero, davanti allo stabilimento sono arrivati i furgoni incaricati di prelevare la merce rimasta bloccata, consentendo la ripresa delle spedizioni. La tensione però resta.