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Taissir Sakka trovato morto in un parcheggio, mistero sul decesso ma l’autopsia esclude “traumi fatali”

Resta un mistero la morte di Taissir Sakka, il 30enne trovato morto in un parcheggio di Modena. Secondo gli accertamenti dei medici legali, però, non vi sarebbero stati sul corpo “traumi fatali” compatibili con un’aggressione o anche solo con una caduta.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Secondo alcuni testimoni, il cadavere di Taissir Sakka, 30 anni, trovato morto in un parcheggio, aveva una serie di tagli alla testa. All'obitorio però risultano solo escoriazioni ai gomiti compatibili con una caduta dal cancello. Neppure il volto tumefatto, che sarebbe stato indicato da più testimoni, sarebbe stato analizzato nel corso delle indagini come causa del decesso. Il 30enne, stando a quanto risulta, non sarebbe quindi stato aggredito.

A trovare il corpo senza vita del giovane, un avventore di un bar poco lontano dal parcheggio. Per la morte di Taissir, sono indagati 6 carabinieri. Secondo quanto dichiarato dagli indagati, il ragazzo avrebbe incrociato per l'ultima volta i carabinieri in compagnia del fratello 20 minuti dopo la mezzanotte.

Stando a quanto finora noto, sul corpo di Sakka non risulterebbero segni di violenza. Il 30enne, insomma, sarebbe morto per cause ancora da individuare, ma il tutto sarà chiarito solo con gli esami tossicologici e con la pubblicazione dei risultati dell'autopsia effettuata sul cadavere già nel pomeriggio del 20 ottobre 2023.

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Un carabiniere risulta indagato con l'accusa di morte come conseguenza di un altro reato, mentre i 5 colleghi restano sotto inchiesta a diverso titolo. Le telecamere di sorveglianza della zona, infatti, mostrano solo Taissir e il fratello uscire dal comando tranquillamente dopo essere stati identificati.

La morte del 30enne resta un mistero: sebbene le telecamere di videosorveglianza non mostrino altri dettagli, un testimone oculare ha riferito di aver visto il giovane correre all'alba. Era da solo e stava scappando come se qualcuno lo stesse inseguendo.

Taissir Sakka, 30 anni.
Taissir Sakka, 30 anni.

Il comunicato dei carabinieri

Secondo l'esito della Tac Total body, dell'autopsia e dell'ispezione cadaverica volute dalla Procura, il medico legale ha fatto sapere che "sulla base degli accertamenti espletati, non è possibile identificare lo stato del decesso". Per capire, insomma, come sia morto il 30enne, saranno necessarie ulteriori indagini isto-patologiche e tossicologiche.

Secondo gli accertamenti, non vi sarebbero sul corpo senza vita del ragazzo ferite di natura traumatica. Nella Tac Total body, non sarebbero state trovate neppure fratture.

La caduta dal cancello

La pista della caduta dal cancello, data come principale nel corso dei primi accertamenti, risulta però difficilmente percorribile. Il giovane, infatti, non avrebbe riportato alcuna ferita o fratture tali da portare al decesso. 

Stando a quanto reso noto finora, Taissir e il fratello sarebbero stati identificati in questura nella serata di sabato 14 ottobre dopo aver bevuto in un locale in provincia di Modena. I due avrebbero iniziato a litigare con altri clienti e i gestori avrebbero chiamato i carabinieri. Poco prima della mezzanotte, i due lasciano la caserma e si salutano. Taissir era stato denunciato per ubriachezza molesta.

La dinamica dei fatti e la denuncia per il pestaggio

Dopo aver salutato il fratello Mohamed Ali, c'è un vuoto di ore prima del ritrovamento del corpo senza vita di Sakka, rinvenuto all'alba della domenica mattina in un parcheggio del cinema Filmstudio. Secondo i primi racconti, il corpo avrebbe un taglio alla nuca e il volto tumefatto. Il fratello avrebbe denunciato poche ore dopo il ritrovamento del cadavere del giovane di aver subito un pestaggio.

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