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Esami di Maturità 2024

Studentessa non fa la prima prova della Maturità perché “alluvionata”: genitori dai carabinieri

I genitori di una maturanda che frequenta un istituto di Viserba (Rimini) hanno fatto un esposto ai carabinieri per segnalare la situazione della figlia, unica della classe a risiedere in un Comune presente nell’elenco dei territori “alluvionati” dell’Emilia Romagna che quindi deve sostenere l’esame di Stato solo con un colloquio orale.
A cura di Susanna Picone
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L’8 giugno scorso, alcune settimane dopo l’alluvione che ha duramente colpito l’Emilia Romagna, il ministro dell'Istruzione e del Merito ha firmato una ordinanza per far sostenere solo il colloquio orale, ed evitare così la prova scritta di oggi e quella di domani, agli studenti alluvionati impegnati nella maturità 2023.

Non solo. Per loro non sono necessari i requisiti delle Prove Invalsi e non esiste il limite minimo di duecento giorni per l’anno scolastico. Una decisione che però non è piaciuta a tutti gli studenti che quest’anno affrontano la maturità nelle zone alluvionate, tanto che addirittura la famiglia di una maturanda ha fatto un esposto ai carabinieri per segnalare la sua situazione.

Lei frequenta un istituto professionale di Viserba (Rimini) ed è l’unica della sua classe a risiedere nel Comune di San Mauro Pascoli, presente nell'elenco dei territori “alluvionati", e che quindi deve sostenere l'esame di Stato solo con un colloquio orale.

"Una facilitazione che però sembra trasformarsi in un obbligo", è quanto hanno detto i genitori della studentessa al Corriere di Romagna. Già da lunedì 12 giugno alla ragazza è stato richiesto di compilare un'autocertificazione che attestasse il suo comune di residenza e confermare quindi il suo status di alluvionata. "Abbiamo chiesto spiegazioni alla preside, ma ci è stato detto che non c'è nulla da fare – hanno detto ancora i genitori – Allora mercoledì scorso abbiamo presentato un esposto ai carabinieri, con l'unico obiettivo di formalizzare questa richiesta farle sostenere le prove scritte".

Sulla decisione presa dal ministero per gli studenti alluvionati è intervenuto anche il senatore del M5s Marco Croatti, che ha voluto esprimere "piena solidarietà agli studenti colpiti dal provvedimento discriminante e penalizzante del ministro Valditara, calato dall'alto soltanto l'8 giugno a scuole già chiuse, senza confronto alcuno con i dirigenti scolastici".

Il senatore ha segnalato "casi incredibili e assurdi di ragazzi costretti a sostenere esami differenziati dai compagni di classe perché residenti in comuni limitrofi inseriti nell'elenco del Dl alluvione".

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