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Studentessa morta a Lecce durante l’Erasmus, il gip archivia: “Nessuna violenza”. Ma resta il giallo del cellulare

Nessuna violenza sessuale sulla studentessa francese morta suicida nel 2023. Il caso è archiviato, ma a Fanpage.it l’avvocato della famiglia della giovane spiega che restano ancora alcuni nodi da sciogliere.
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Non c'è stata violenza sessuale sulla studentessa francese morta suicida mentre si trovava in Erasmus a Lecce nel 2023. È la conclusione a cui è arrivato il giudice del Tribunale di Lecce che ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm per il procedimento aperto per violenza e istigazione al suicidio nei confronti di un giovane pugliese.

Resta però ancora un nodo da sciogliere: il telefono della vittima non è mai stato sbloccato dagli inquirenti, e sarebbe oggetto di un procedimento parallelo aperto dopo il sequestro per violazione dei sigilli. Lo sottolinea a Fanpage.it l'avvocato Giulio Bray, uno dei legali che, insieme a Rosario Almiento, assiste la famiglia della ragazza.

Cosa è successo alla studentessa nei giorni prima del suicidio

La giovane era stata trovata senza vita nel suo appartamento di via Pappacoda a Lecce il 23 ottobre 2023, e sin dai primi rilievi è emersa l'ipotesi del suicidio. Le indagini però hanno subito una svolta con l'iscrizione nel registro degli indagati di un 21enne di Ceglie Messapica per istigazione al suicidio e violenza sessuale.

La studentessa francese e il giovane si sarebbero conosciuti la sera tra il 17 e il 18 ottobre 2023, e avrebbero poi trascorso la notte insieme nell'appartamento di lei. Il giorno successivo la giovane si è recata al pronto soccorso denunciando di aver subito una violenza sessuale, ma non avrebbe proseguito gli accertamenti clinici previsti per le vittime in questi casi.

Durante le indagini sarebbero emerso un precedente tentativo di suicidio legato a una delusione sentimentale, e non sarebbero stati riscontrati elementi tali da far ritenere che la giovane avesse effettivamente subito violenza, e che questa l'avesse indotta al suicidio. Per questi motivi il pubblico ministero titolare del fascicolo ha chiesto l'archiviazione, oggi accolta dal gip.

Il giallo del cellulare mai sbloccato

I familiari della giovane ora dovranno decidere se e come proseguire. Resta però ancora un elemento su cui fare luce che riguarda il cellulare della vittima. Gli inquirenti hanno avuto accesso a telecamere di video sorveglianza della zona, e ai messaggi che la studentessa ha scambiato con le amiche che erano con lei la sera in cui ha conosciuto il 21enne, ma non sono mai riusciti ad avere accesso al suo telefono. Le cose però non stavano così al momento del sequestro.

Lo chiarisce a Fanpage.it l'avvocato Bray: "Il pm precedente ha aperto un altro procedimento, parallelo a quello archiviato, per violazione di sigilli perché il telefono non era bloccato prima di essere sequestrato, lo è stato solo successivamente".

Il reato di violazione dei sigilli subentra quando un oggetto sottoposto a sequestro viene violato. Ed è quello che sarebbe successo anche al telefono della studentessa, bloccato solo dopo il sequestro, e per questo ritenuto potenzialmente oggetto di manomissione.

"Resta il fatto che il telefono non è mai stato sbloccato", sottolinea l'avvocato. Il gip, pur prendendone atto, nel provvedimento di archiviazione ha ritenuto di non provare a sbloccarlo nuovamente insieme ai tecnici.

Per l'avvocato è prematuro fare supposizioni su quello che decidere di fare la famiglia della giovane francese: "Il caso ora è archiviato a tutti gli effetti, dobbiamo confrontarci con i familiari".

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