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19 Novembre 2021
08:05

Strage di Sassuolo, in casa c’era anche il bisnonno dei piccoli. I vicini: “Urlava ‘i bambini no'”

Anche il bisnonno era in casa durante la strage di Sassuolo in cui il 38enne Nabil Dhari ha sterminato la sua famiglia per poi togliersi la vita. L’anziano allettato è sopravvissuto alla strage come la più grande delle figlie di Elisa Mulas. I vicini agli inquirenti: “Urlava ‘I bambini no ti prego'”
A cura di Chiara Ammendola
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Una comunità, quella di Sassuolo, che fa fatica a riprendersi dopo la strage avvenuta mercoledì sera in via Manin dove il 38enne tunisino Nabil Dhari, dipendente di un supermercato, ha ucciso a coltellate la sua famiglia e si è poi suicidato. La moglie, Elisa Mulas, 43 anni di origine sarda, i due figli, Ismaele e Sami, nati dalla loro unione di soli 2 e 5 anni, e la suocera, la 64enne Simonetta Fontana, a casa della quale si era rifugiata la figlia per scampare alle angherie di quello che ormai era diventato il suo ex. Aveva interrotto la loro relazione Elisa poco meno di un mese fa decidendo di trasferirsi dalla madre per provare a ricominciare e soprattutto allontanarsi da quell'uomo che agli occhi di tutti si mostrava come un padre amorevole, ma che, secondo quanto riportato da un'amica della donna, era invece violento, tanto da arrivare a minacciarla di morte.

Non aveva accettato la fine della loro relazione e potrebbe essere proprio questo il movente che ha lo spinto a sterminare la sua famiglia. L'unica sopravvissuta è la prima figlia di Elisa, una bimba di 11 anni, nata da una precedente relazione della donna con un uomo di origini marocchine che ha poi perso la patria potestà della piccola quando aveva solo due mesi per le violenze e i maltrattamenti denunciati dalla compagna. Era a scuola quando Nabil si è presentato a casa della suocera, e per questo si è salvata, è stata lei a far scattare l'allarme quando non ha visto la madre all'uscita da scuola: nessuno era andata a prenderla, e così gli insegnanti hanno contattato lo zio, fratello della vittima, che si è recato prima a scuola e poi a casa, facendo la macabra scoperta. Cinque cadaveri martoriati dalle coltellate, l'unico ancora in vita e presumibilmente testimone della mattanza, l'anziano padre di Simonetta Fontana, bisnonno dei piccoli, un uomo di 97 anni allettato da tempo a causa di una malattia. Non è chiaro se l'uomo potrà essere ascoltato dagli inquirenti come testimone, viste le sue condizioni fisiche.

Intanto a Sassuolo sarà lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno i funerali, come annunciato dall'amministrazione comunale che ha anche deciso di annullare tutte le iniziative organizzate o patrocinate dall'ente fino al 21 novembre: "Una tragedia immane – le parole della vicesindaco Camilla Nizzoli – che ha colpito l'intera città e non solo. Non appena gli organi inquirenti daranno il nulla osta e verrà fissata la data delle esequie proclameremo una giornata di lutto cittadino in segno di rispetto per le vittime e per manifestare una vicinanza concreta da parte dell'intera città di Sassuolo". E la stessa città del Modenese ha già dato il via a una raccolta fondi per sostenere proprio l'unica sopravvissuta alla strage che la Procura per i minorenni di Bologna ha collocato in una struttura protetta: sono infatti decine le chiamate arrivate nelle scorse ore in comune a Sassuolo. Intanto questa sera alle 19 in piazza Garibaldi, in centro a Sassuolo, si terrà una fiaccolata dal titolo: ‘Una candela contro il femminicidio'.

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